L’esperienza di Leonardo Colucci

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Arrivato questa estate sotto consiglio della dirigenza della Sampdoria e ben visto e voluto da quella biancorossa, Leonardo Colucci sarà il nuovo allenatore della Vis Pesaro per questa stagione di ritorno nel professionismo dopo 13 anni.

Innanzitutto il mister dovrà cercare di portare la squadra ad una salvezza tranquilla, visti gli investimenti fatti dalla società nel mercato, gli adeguamenti a livello di impianti sportivi e la partnership siglata con la Sampdoria da dove provengono giovani legati da contratti professionistici che obbligano la Vis Pesaro a permanere in Serie C e non tornare nel dilettantismo, altrimenti prestiti onerosi dal club genoano saranno impossibili. Poi, se la squadra si amalgamerà nel giusto modo ed i risultati saranno positivi, perché non guardare ai playoff visto che nella terza serie italiana sono 9 le squadre di ogni girone a svolgerli?

Il mister pugliese, originario delle terre di Cerignola (29/12/1972) dove iniziò a giocare nei primi anni ’90 come centrocampista per poi passare nel calcio professionistico con il Siracusa, sta optando in queste prime settimane per il modulo 4-3-3 con due terzini di spinta, un mediano che fa da vertice basso e due mezzale di inserimento, con tanti scambi a livello tattico di posizione tra esterno d’attacco che si abbassa a ricever palla e terzino che va in sovrapposizione. L’attaccante centrale è cercato spesso con palle verticali dalla difesa o con scambi nel breve con le mezzale. Come modulo secondario pare ci sia un 4-2-4.

L’esperienza non gli manca sicuramente. Vanta più di 200 presenze come calciatore tra A e B con maglie importanti e blasonate come quella della Lazio dove siglò nell’ultima giornata della stagione 1994-1995 il goal al 90° contro il Brescia che fece arrivare i bianco-celesti secondi in classifica; del Verona dove passò ben 6 stagioni con anche la vittoria di un campionato di Serie B; del Bologna dove divenne un punto fisso del club; del Cagliari e del Modena dove si ritirò nella stagione 2010-2011 come giocatore.

E poi subito l’inizio dell’avventura da allenatore, al seguito del suo mantra Marco Giampaolo attualmente mister della Sampdoria, nella piazza romagnola di Cesena. La stagione successiva un passo indietro per decidere di mettersi in proprio e fare carriera da allenatore principale, partendo dalla piazza che sempre lo ha amato, ovvero Bologna, nella categoria Allievi prima e Primavera poi. Passa 4 anni di buoni risultati che si concludono con una chiamata in un club storico come quello della Reggiana. Qui poco prima delle vacanze natalizie del 2016 dà le dimissioni che però la società rifiuta. Verrà esonerato il 23 del mese successivo dopo un periodo totalmente negativo. La stagione scorsa (2017-2018) gli viene affidata la panchina del Pordenone. Con i nero-verdi la partenza è super con la squadra che alla 10° giornata è prima in classifica. Ma poi inizia la crisi in campionato con continue sconfitte che lo portano all’esonero 15 giornate dopo a seguito dell’ennesima partita persa, in casa per 0-3 con la Feralpi Salò. Ma nel frattempo raggiunge gli storici ottavi di Coppa Italia dopo aver eliminato il Cagliari in trasferta, dove esce a testa altissima allo stadio Meazza di Milano, portando l’Inter di Spalletti ai calci di rigore. Dalla Primavera bolognese porta con sè Gianni Migliorini, suo uomo di fiducia sia a livello di scelte tattiche, che tecniche nello svolgimento settimanale degli allenamenti.

Quest’anno per lui l’occasione di allenare una delle squadre più antiche d’Italia e dare fiducia ed entusiasmo alla piazza biancorossa, magari raggiungendo un posto in graduatoria playoff, cosa mai successa nella sua carriera d’allenatore.

Nicholas Masetti

per SoloVisPesaro.

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