L’ex ds Crespini sulla Vis: “La squadra c’era, ma non le è stato dato tempo”

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Crespini
L'ex direttore sportivo della Vis Pesaro, Claudio Crespini

Torna a parlare l’ex ds della Vis Pesaro, Claudio Crespini. Lo fa a gubbiofans.it e non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Intervistato in qualità di doppio ex, in vista della sfida contro il Gubbio di sabato (15:00), il dimissionario direttore sportivo biancorosso ha parlato del suo recente passato in Via Simoncelli. Quello di una stagione partita con i migliori presupposti – aver costruito una squadra “da playoff” – poi terminata in anticipo con l’addio a due giorni dall’inizio del mercato di gennaio.

Una Vis Pesaro al di sotto le aspettative? Crespini commenta così: “Sì, la squadra c’era. Però è stata completamente ribaltata a gennaio. Sono stati mandati via almeno cinque o sei calciatori, e per questo motivo ho deciso di risolvere il mio contratto. Quando si costruiscono squadre nuove bisogna dargli anche un po’ di tempo, ma la Vis Pesaro aveva fretta. E secondo me la fretta talvolta è una cattiva consigliera. Però resto sempre molto attaccato ai colori biancorossi: a Pesaro ho trascorso due anni e mezzo molto belli”.

In merito al suo addio e alla conseguente ‘linea politica’ del mercato di riparazione, Crespini aggiunge qualche dettaglio: “Diciamo che [a gennaio] il presidente ha voluto fare tutto in prima persona. Non era molto soddisfatto del cammino della squadra, ne ho preso atto e abbiamo trovato un accordo. Io non sono il tipo che resta in un posto a dispetto dei santi. Tutto ciò non cancella una bella esperienza. Con la collaborazione con la Sampdoria siamo riusciti a salvare la squadra in due stagioni tenendoci sempre fuori dai playout. Questa avrebbe dovuto essere la stagione più tranquilla di tutte, e invece potrebbe rivelarsi un anno molto duro per la Vis”.

A Gubbio è tempo di contestazioni e silenzio stampa. Questo il commento, legato alla sua esperienza alla Vis Pesaro, di Crespini. Che chiude così l’intervista: “Anche da noi a Pesaro nel periodo di mercato sono stato per un mese in silenzio stampa. Questo è stato un altro dei motivi per il quale non mi ci sono più trovato… Imporre un silenzio stampa a un direttore sportivo nella fase di mercato nel momento in cui ti chiamano in continuazione… beh, lasciamo stare, dai”.

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