L’importanza del carattere

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Dopo tre partite è prematuro fare bilanci. Non è certo nostra intenzione, ma si possono già analizzare quelle che sono state le principali novità introdotte dal tecnico di Cerignola. Un preciso modulo di gioco, come abbiamo imparato a conoscere in questi due mesi, 4-3-3 che si sorregge sulla doppia fase imposta alle mezzali. Difendere e attaccare con la stessa intensità. Ma le novità principali sono sul piano emotivo-caratteriale. Il gruppo insomma. Può sembrare una parola scontata, specialmente nel mondo del calcio, ma se cementato in maniera precisa lo stesso gruppo può fare la differenza in un campionato equilibrato come la Serie C. Ecco riportati in due semplici punti, le idee di calcio di mister Colucci:

Gruppo, inteso come squadra e unione dei singoli:  Osservando gli allenamenti della squadra, si intuiscono chiaramente le priorità nella mente dello staff tecnico. Il giorno dopo la sconfitta di Trieste, il mister ed i suoi collaboratori hanno impiegato quasi due ore di tempo per parlare con i giocatori. Può sembrare un fatto scontato, ma dimostra ancora una volta quanto il tasto emotivo sia fondamentale. Non a caso i due risultati positivi sono arrivati con una grande prova di carattere e determinazione, andare sotto per poi ribaltare il risultato, cosa mai scontata e banale.

Singolo, che deve lavorare su se stesso e mettersi a disposizione: Altro must della visione coluccista. Il singolo deve lavorare sulle proprie caratteristiche, migliorandosi sempre di più e rendendosi disponibile al momento della chiamata in campo. Non si può lasciare niente al caso, ogni giocatore in rosa ha caratteristiche tecnico-emotive differenti. Da qui il segreto della rosa lunga, che ha permesso al mister (seppur con parecchi indisponibili) di poter attingere ad una gamma di soluzioni diverse. E i cambi, così come contro il Gubbio, anche a San Benedetto sono stati fondamentali.

Duelli fisici, il nocciolo del credo: Ultimo aspetto, forse uno dei più importanti, di sicuro quello sul quale il mister ribatte di più.”Mi piacerebbe che su 10 contrasti a centrocampo ne vincessimo almeno 6, questo ci porterebbe a esprimerci al meglio”. In questa frase, pronunciata dallo stesso mister dopo la vittoria sul Gubbio, è racchiuso gran parte del suo pensiero. Vincere il primo contrasto, per pulire la palla e dare il via alla manovra. Può sembrare una frase scontata, ma al suo interno è racchiusa la metodologia di questa Vis. Appianare le differenze tecniche e qualitative, con carattere e determinazione nei duelli. Costringere l’avversario a rincorrere all’indietro per difendersi dalla ripartenza. Alle grandi squadre, quelle costruite per vincere e subito, non piace mai correre indietro per difendersi. Ma alla Vis Pesaro piace eccome mettere la partita sul livello agonistico.

Una filosofia, che con le giuste proporzioni, sta a metà tra quella di Conte (gruppo/determinazione) e Allegri (tecnica individuale). Ora e presto per fare dei bilanci, o per farsi portatori della verità assoluta. Ma il gioco di questa Vis sta piacendo, anche se come è solito ripetere il tecnico biancorosso: “Pensiamo a lavorare, partita per partita”. I giocatori lo seguono, e i tifosi pure.

Riccardo Damiani

per SoloVisPesaro.

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