Lo schiaffo di Ravenna. Una lezione da cui apprendere

0
I tifosi biancorossi arrivati a Ravenna

Proprio sul più bello la Vis Pesaro è scivolata sulla classica buccia di banana. Dopo le due vittorie da sogno contro Cesena e Samb i biancorossi sono usciti sconfitti dalla tana del Ravenna. Una lezione che servirà agli uomini di mister Pavan come monito per tutto il resto del campionato. Una sconfitta che non è figlia di una superiorità netta degli avversari, perlomeno in tante fasi di gioco. Un risultato che deriva invece dalla scarsa incisività dei calciatori pesaresi e da un mix di sfortuna e imprecisione.

Prima dell’analisi, una curiosità: questo è il quarto 2-1 su quattro gare giocate. Per due volte favorevole (Cesena e Samb) e per altre due funesto (Sudtirol e Ravenna). Il rammarico c’è, ed è evidente. Perché questa Vis Pesaro ha dimostrato di essere una squadra superiore al Ravenna per lunghi tratti di gara, salvo poi scivolare su degli errori e pagarli a peso d’oro. I due gol dei giallorossi sono stati l’emblema della contesa. Il primo arrivato neanche dopo un minuto dal fischio d’inizio del secondo tempo, e il secondo che più che una rete è stato un vero e proprio regalo pre natalizio.

L’analisi del match

La Vis Pesaro parte bene. Convinta dei propri mezzi e posizionata correttamente in campo. Il Ravenna di Borghi però non è una squadra sprovveduta, ma ha fatto della tattica la chiave per scardinare il muro biancorosso. I primi 15 minuti sono tutti a marchio Vis, poi è venuto fuori il Ravenna. Sia chiaro, senza creare occasioni nitide sotto porta. Nocciolini è stato contenuto molto bene da Farabegoli e compagni, la prestazione di Gennari è stata da scuola calcio. Difensore, marcatore e libero aggiunto. Nel secondo tempo ha provato anche a prendersi la squadra sul groppone con lanci e inserimenti da centrocampista vero. Onnipresente. Simone Pavan si è accorto nei secondi 45 minuti della mancanza di un filtro tra centrocampo e attacco, correndo subito ai ripari con l’ingresso non proprio fortunato di Lazzari. E’ mancata la spinta sugli esterni e Davide Voltan è stato ingabbiato nella morsa dei tre centrali ravennati.

Ma veniamo ai gol subiti: la Vis Pesaro prova al 46′ a ripartire in contropiede con Paoli che verticalizza veloce sulle punte. La palla non passa e arriva nella zona di Giovinco che solo dai 30 metri lascia partire una bordata centrale che sorprende un Bianchini leggermente fuori dai pali. Primo schiaffo, ma la Vis non ci sta. C’è stata subito una reazione, anche d’orgoglio. Gli ingressi di Lazzari e Tessiore hanno portato una vitalità che stava venendo a mancare e il miracolo di Spurio su Grandolfo ha messo il timbro ad una giornata no per la Vis Pesaro. Poi il blackout che nessuno si aspettava. Retropassaggio di Pedrelli che non si intende con Bianchini, il portiere biancorosso non esce dall’area e per D’Eramo è un gioco da ragazzi firmare il raddoppio. Un errore che è costato caro, ma che può insegnare tanto all’estremo difensore biancorosso. Un portiere giovane e con qualità che i pesaresi hanno da subito apprezzato. Il portiere è un ruolo infame, lo sappiamo. Se sbagli tu, pagano tutti. E così è stato. Ma siamo anche convinti che Bianchini troverà la forza per rialzarsi e dimostrare ancora una volta di essere un professionista.

La reazione d’orgoglio

Non è bastato neanche Tomas Malec, che ha giocato gli ultimi quindici minuti. Il gigante dell’est ha messo in difficoltà la retroguardia ravennate, vedendosi negato il primo gol in biancorosso da un’altra paratona di Spurio. Ma una reazione c’è stata. Anche dopo l’espulsione di Lazzari (cacciato forse troppo frettolosamente dal direttore di gara). La rete all’ultimo secondo di Tascini, primo gol da professionista per lui, dimostra che tipo di squadra abbiamo davanti. Un team non perfetto, che commette degli errori e che è fatto di tanti ragazzi che a volte hanno bisogno proprio di questi schiaffoni per imparare a farsi strada nella giungla del professionismo. Ma di certo questa squadra non molla. Non lo ha fatto neanche sotto due a zero, e da qui bisogna ripartire.

 

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome