Marco Guidone a 360°, tra calcio, mare e voglia di goal

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Marco Guidone nel pre partita

Questa mattina nelle pagine de “Il Resto del Carlino” è stata pubblicata un’intervista al bomber della Vis Pesaro, Marco Guidone. L’ attaccante biancorosso ha parlato di presente e futuro. Di seguito vi riportiamo la versione integrale.

Marco Guidone in azione contro il Ravenna.

Bomber di razza, con il colpo in canna pronto a sparare. Marco Guidone, acquisto di lusso della Vis Pesaro a gennaio, fino ad ora non è riuscito a fare davvero la differenza. Un solo goal all’attivo con i biancorossi, ma tanta voglia di lasciare il segno. Una ritrovata forma fisica e uno speciale rapporto con la città. Dai suoi piedi potranno passare le giocate dal valore di salvezza”.
Marco, quanto pesa il digiuno dal goal?
<Segnare per un attaccante è fondamentale, ti dà fiducia, morale e ti porta ad essere un trascinatore verso i tuoi compagni. La squadra non sta segnando ma non è il momento degli allarmismi, dobbiamo tirarci fuori con le nostre forze dalle zone basse della classifica, vivendo sgombri da ogni tipo di ansia o preoccupazione>.
Che rapporto hai con la città, come ti sei trovato in questi mesi?
<Devo dirlo, a Pesaro si sta da dio. E’ una città fantastica, un luogo dove poter vivere e lavorare con serenità. E poi, c’è il mare a due passi da casa. Alla mattina mi piace svegliarmi presto e andare in spiaggia per ricaricare le batterie. Amo fare lunghe passeggiate sulla riva, cosa che in altre piazze sarebbe impossibile da fare>
Tornando al calcio, che impressione hai su questo girone B di Serie C?
<Ho collezionato più di 150 presenze nel girone B, e posso dire che sia il più difficile e allo stesso tempo il più equilibrato. Se guardiamo anche le statistiche degli anni passati quasi sempre due squadre poi salivano in Serie B, cosa che negli altri raggruppamenti accade di meno. Ogni anno che passa il livello si alza sempre di più, basti pensare che l’ultima in classifica ho sforato il muro dei 30 punti a 5 giornate dal termine>
Quest’anno hai iniziato a Padova in B, con sole 5 presenze fino a gennaio. Quanto ti ha pesato lo scarso minutaggio?
<Tanto, specialmente per uno come me che è alto 1 metro e 90 ed ha bisogno di giocare regolarmente per entrare in condizione. Arrivato alla Vis ho anche iniziato bene nelle prime 3 partite, riuscendo anche a segnare. Poi sono calato fisicamente come forse mi aspettavo. Ma adesso mi sento pronto per dare tutto in queste ultime 5 giornate, voglio ritornare a fare goal. Per caratteristiche sono anche fin troppo generoso in area di rigore, ma la Vis Pesaro ha bisogno di vincere e io sono pronto per questo>
Fisicamente come sta la squadra?
<A parte gli infortunati, il resto del gruppo sta bene sotto quel profilo. Dobbiamo però recuperare sotto l’aspetto psicologico, anche se abbiamo fatto dei passi avanti rispetto ad un mese fa. Manca il goal, ma per farlo dobbiamo essere bravi noi a crearci l’occasione giusta. Abbiamo anche ritrovato la quadra nel gioco, che avevamo un po’smarrito. Ci manca quel centimetro, che nel calcio significa tanto>
E sul futuro?
<Penso step by step. La mia testa adesso è rivolta verso i prossimi avversari, la Feralpi di Caracciolo. Sono forse la squadra più forte sulla carta, ma noi andremo li per fare punti. Con grinta e convinzione. Una volta raggiunto l’obiettivo ci siederemo ad un tavolino, con il Padova (che detiene il cartellino) e il mio procuratore. Non ho mai nascosto la mia disponibilità a rimanere. Prima la salvezza, poi parleremo>

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