Multa per cori e petardo, Amadori: “Invito queste persone a farsi un esame di coscienza”

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Guerrino Amadori, direttore affare generali e rapporti istituzionali della Vis Pesaro

Conferenza stampa a sorpresa quella di oggi pomeriggio nella rinnovata sala stampa del “Tonino Benelli”. Erano attesi Stefano Botta e Stefano Rossoni. A sedersi a ridosso del microfono l’amministratore unico Guerrino Amadori. Oggetto del contendere: i 2500 euro di multa a carico della società biancorossa perché, in occasione della gara di domenica con la Fermana, “propri sostenitori, durante la gara, intonavano cori offensivi verso un calciatore della squadra avversaria e verso le forze dell’ordine; i medesimi introducevano e facevano esplodere nel proprio settore un petardo di notevole potenza, senza conseguenze”. Ecco il suo discorso-fiume:

 

“Non ho mai visto una squadra così in alto, con tanti tifosi, bambini e famiglie al seguito. E’ tutto bellissimo. Ma quanto è destinato a durare tutto questo? Il comunicato che ho letto mi ha deluso. Duemilacinquecento euro di multa devo dire che sono stati dati giustamente. Queste azioni mettono in pericolo tutto quello che di buono stiamo facendo. Al nostro fianco abbiamo una società importante come la Sampdoria, che ci dà fiducia e sostegno. Se dobbiamo finire sui giornali nazionali per problemi di ordine pubblico come i disordini dopo la partita con la Ternana, i petardi esplosi qualche domenica fa e la bomba carta dello scorso weekend, noi non ci stiamo. Voglio sottolineare che stiamo costruendo una cosa più grande delle nostre possibilità. Lavoriamo per il futuro. Pensateci: quanto a lungo pensate che possa continuare questo accordo se finiamo sui giornali in questo modo? Ho letto la disamina dei commissari di campo: due pagine con allegate la bomba carta, insulti a un calciatore avversario che peraltro abita a Pesaro (l’ex biancorosso Paolo Ginestra) e alle Forze dell’Ordine, il taglio della rete dello stadio all’una di notte, le luci sempre accese, quarantacinque steward in tutte le aree. Ma stiamo scherzando? Per uno, due, cinque cretini rischiamo di giocare in Promozione o Prima Categoria. Invito queste persone a fare a farsi un esame di coscienza. Se per qualcuno dobbiamo mettere tutto in discussione, allora mettiamolo. Noi però vogliamo che le squadre vengano corteggiate da noi, coi tifosi che inneggiano ai nostri colori. Ci tengo a sottolineare che siamo una società in regola coi pagamenti: vogliamo diventare un’azienda a tutti gli effetti. Dobbiamo isolare questi casi. Cerchiamo di individuare queste persone e convincerle a proporre un tifo alternativo. La gioia della vittoria diventa carta straccia di fronte a queste situazioni”

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