Marco Nappi, il cuore in Cina e “Mister, tornerà tutto alla normalità”

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Marco Nappi

Metti un’indimenticata bandiera della Vis Pesaro, l’asse Italia-Cina e la speranza di vincere Covid-19. Avversario ostico ma non imbattibile: meglio di tutti lo sanno i nostri medici, infermieri e biologi in trincea. Marco Nappi è ora in Italia ma il suo cuore (calcisticamente parlando) è a Qinhuangdao, città di poco meno di 3 milioni di abitanti nel cuore dell’Hebei. Nel Nord-Est della Cina vivono i “suoi” ragazzi: attualmente “Nippo Nappi” allena la formazione under 17 del Bsu Beijing. Il 18 gennaio il ritorno in Italia, il 24 dello stesso mese l’ufficialità del governo cinese della quarantena. Da quel momento di poi, coi giovani calciatori solo contatti telefonici. “L’epidemia è grave, proteggiti e aspettiamo il tuo ritorno. Lavoriamo insieme“, il messaggio di uno dei suoi. Tanto è bastato per infondere coraggio in chi ha contributo con 14 gol in 30 presenze a una storica promozione in C1. Correva la stagione 1986/1987 e quel Nappi spiccò il volo verso Arezzo, Genova (sponda Genoa), Brescia e infine Firenze.

“Qui, in Italia, ho la sensazione che la gente non abbia compreso fino in fondo la gravità della situazione – racconta Nappi a gianlucadimarzio.com – Vedo ancora persone che passeggiano per strada come se nulla fosse. I miei ragazzi erano molto preoccupati, forse più per la situazione che c’è in Italia che in Cina. Il nostro Paese per loro è un punto di riferimento sul piano calcistico”. Lui, romano e con un passato in D sulla panchina del Pomigliano, freme per ritornare ad allenare. E i suoi piccoli calciatori in questo senso sono sulla sua stessa lunghezza d’onda: “Mister, tornerà tutto alla normalità“, dice uno dei suoi. Ad ogni modo, quando sarà possibile tornare in Cina, lo aspetteranno 14 giorni di quarantena. Da vivere con la massima serenità, “per rispetto verso le persone che mi staranno accanto”.

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