Orazio Pannitteri salva la Vis a Gubbio, Di Donato: “Colpa mia se ha giocato poco”

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Il numero 11 della Vis Orazio Pannitteri, classe '99 (crediti Vis Pesaro 1898)

Era veramente difficile pronosticare quello che è successo tra Vis Pesaro e Gubbio. Non tanto per il risultato, un pareggio che alla fine non scontenta appieno nessuno. Quanto per i protagonisti e gli episodi dei 90 minuti in campo. Vis Pesaro che va sotto nel suo momento migliore, poi riesce piano piano a scrollarsi paure e pressioni di dosso nella ripresa. La mossa della partita è sicuramente la scelta di Orazio Pannitteri. Che al 74esimo entra in campo esattamente 11 partite dopo il solo minuto in casa dell’Imolese a dicembre. Due minuti più tardi di testa segna la rete che inchioderà il punteggio finale sul 1-1. Nel finale anche due episodi, quantomeno dubbi, in area umbra. Di Paola e Germinale recriminano per due contatti che sarebbero valsi un calcio di rigore in extremis.

In 19 partite con Di Donato in panchina ne aveva giocate soltanto tre, di cui una da titolare in casa contro il Cesena. Ed è proprio di Pannitteri che il tecnico biancorosso parla a caldo dopo il match: “La squadra è viva, sono contento per Orazio perché è un ragazzo che si è fatto trovare pronto nonostante lo avessi utilizzato poco e niente. Questa è sicuramente una mia colpa, però sono contento perché si è dimostrato un giocatore importante di cui avremo bisogno da qui alla fine. Il gruppo è formato da venti ragazzi che lavorano bene e che dimostrano che ognuno può dare il proprio contributo. C’è rammarico perché anche oggi commentiamo un pareggio, quando c’era un rigore nettissimo su Germinale. Bisogna essere più attenti perché quel rigore era vitale per noi. Non è un lamentarsi ma quando ci sono più volte episodi così dà fastidio“.

Anche lo stesso Pannitteri nel finale ha commentato la sua “gioia indescrivibile”. “E’ stata una vera emozione entrare e aiutare la squadra con un mio gol dopo tanto tempo senza giocare. Questo è un punto che ci dà morale e fa classifica. Rammarico per i due rigori non fischiati ma pensiamo già alla prossima partita. Io e anche altri ragazzi, che hanno giocato meno, mettiamo cuore e ci alleniamo per avere un’occasione. Oggi il mister ha deciso di darmela e l’ho sfruttata. Il mio primo gol di testa tra i grandi, di rapina, come li faceva mio padre. Sono molto contento. Questo primo gol in stagione lo dedico ad amici e famiglia, a chi mi è stato vicino ogni giorno. Anche alla squadra, perché lavoriamo bene pensando soltanto alla salvezza“.

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