Palazzari (prep.atl.): “Ripartire? Mai fermati. Ora attività individuali”

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La Vis Pesaro targata durante una seduta nel ritiro di Cantiano (2019/2020)

Ogni classe che si rispetti ha un corpo docenti che affianca gli allievi nel loro percorso di formazione. Metafora potente, da applicare con facilità a un mondo vissino pronto a sudare sopra per un calcio giocato che manca dal 22 febbraio scorso. Luca Palazzari, preparatore atletico biancorosso e fedelissimo dello staff di “Nanu” Galderisi, ne è consapevole. E se nel suo percorso sarà affiancato da nuove figure professionali (“Con me ci sarà Francesco Renzoni per il recupero infortuni”), la sensazione è che l’approccio alla stagione 2020/2021 sarà inedito. Per tempistiche, protocolli sanitari e approccio al pallone.

 

Dopo cinque mesi di sosta forzata, lunedì si ritornerà sui banchi di scuola. Quale potrebbe essere l’impatto del ritorno in campo?

E’ una situazione anomala, di solito un rientro così lo vive chi ha affrontato lunghi infortuni. Mancherà l’approccio alla specificità della disciplina. Del resto i ragazzi hanno sempre continuato a lavorare a casa con programmi atletici di mantenimento. Per questo sarà importante ritornare a relazionarsi col pallone, con gli spazi e coi movimenti. Sarà una vera riscoperta”.

Cosa ti aspetti dalla condizione fisica e psicologica dei tuoi ragazzi?

C’è grande voglia, lo si intuisce dai colloqui che abbiamo avuto con loro in questi mesi: con lo staff abbiamo sempre avuto un contatto coi calciatori. Si respirano ottimismo e voglia di ripartire”.

Nelle ultime settimane hai sottoposto alla squadra un percorso di pre-preparazione?

Non ci siamo mai fermati: abbiamo proseguito il lavoro iniziato nei primi giorni del lockdown. Dapprima ho fatto svolgere attività di mantenimento, poi alla notizia del termine del nostro campionato ho elaborato diverse attività. Gli ultimi dieci giorni sono stati di avvicinamento al ritorno in campo, poi ci serviranno due settimane per oliare i motori. La vera fase preparatoria ci sarà dopo Ferragosto”.

Su quali presupposti imposterete il lavoro estivo?

Tanto dipenderà da come arriveranno i calciatori, a partire dagli esiti delle visite mediche e dei test fisici. Poi andremo a svolgere attività individuali per sopperire a esigenze e situazioni da correggere. In questa prima parte al centro c’è il singolo”.

Cosa significherà lavorare in città e non in altura?

Per tanti anni ho svolto ritiri in casa. Il discorso dell’altitudine è legato alle temperature più elevate. La società ha dovuto tenere conto di tante situazione che si dovranno incastrare. Da parte nostra comunque c’è spirito di adattamento”.

Come gestirete l’innesto progressivo in rosa di nuovi giocatori?

Di fatto questo succede tutti gli anni, è forse la dinamica che più si avvicina alla normalità. Prenderemo i parametri del calciatore, organizzando bene i carichi di lavoro. Sappiamo bene che non è escluso che arrivino giocatori che hanno disputato playoff e playout, per questo stabiliremo percorsi differenziati”.

Con l’assenza della Coppa Italia di C verrà meno un fondamentale banco di prova estivo…

Mister Galderisi si basa molto sulle amichevoli e sull’agonismo. Quest’anno si complica tutto, per questo nei quattordici giorni di pre ritiro fisseremo ciò che andremo a fare. Faremo grande attenzione a tutto, anche grazie all’impegno della società”.

 

 

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