Le polemiche dell’andata e uno scontro decisivo: il ritratto del Carpi

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Carpi
Vis Pesaro-Carpi 3-2 (foto Vis Pesaro 1898)

Una partita di transizione verso la fase più calda della stagione? Macché. Col Carpi i biancorossi di Di Donato si giocano una corposa fetta di salvezza. Perché vincere significherebbe staccare allungare su Fano e Imolese. E, di fatto, mettersi nella scia proprio degli emiliani (34 punti). A condire una portata già piuttosto succulenta ci pensa il ricordo dell’andata. Ve la siete dimenticata la tensione del dopo gara? I raccatapalle “spariti”? Le accuse di ostruzionismo nei confronti di squadra e mister Di Donato? Fu bravo il tecnico biancorosso a smorzare la polemica: “In un momento del genere è normale che uno possa andare sopra le righe ma non penso di aver mancato di rispetto al mio collega”, aveva dichiarato in conferenza stampa. C’è da credere però che al “Cabassi” sarà tutt’altro che una passeggiata. Sul piano dell’agonismo e della tensione, perché Pochesci e soci sognano una vendetta sportiva a fronte della vittoria vissina dell’andata. I biancorossi d’Emilia arrivano all’appuntamento dopo la sconfitta per 2-0 col Perugia (“La squadra di Pochesci paga a caro prezzo due disattenzioni ma non sfigura“, così Modena Today) che è seguita al successo per 3-0 nel derby coi cugini del Modena. Unico squillo nelle ultime 9 gare, in cui sono arrivati 4 pareggi, 4 sconfitte e appunto una sola vittoria.

Il Carpi dovrà fare a meno di Rossini (spalla) e Mastour (bicipite femorale). Da non escludere che Pochesci riproponga lo stesso undici titolare visto col Perugia. In questo senso verrebbe riproposto un 3-5-2 con: Rossini in porta; Sabotic, Gozzi e Venturi in difesa; Lomolino, Fofana, Bellini e Marcellusi; Ceijas alle spalle di Giovannini e De Cenco

 

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