Primi anni ’80: tanta serie D per la Vis Pesaro. Sbocciano talenti cittadini

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Anno 1984: nello spareggio al Dorico di Ancona, il leader Giorgio Clementoni viene ammonito dal direttore. La Vis perderà ai rigori contro il Monturano

Si chiudono gli anni ’70, si apre una nuova decade. Finiscono gli anni di piombo con la strage di Bologna del 2 agosto del 1980, viene abbattuto – ma a 40 anni di distanza è ancora un’ipotesi – l’aereo di linea vicino a Ustica e diventa presidente del Consiglio il democristiano e pesarese doc Arnaldo Forlani.

Curiosità: Forlani, così come il fratello Romolo, ha indossato la maglia della Vis Pesaro nei primi anni dopo la Seconda guerra mondiale. Nell’anno in cui egli arriva alla presidenza del Consiglio, la Vis Pesaro si salva nella stagione ’79-’80 in serie C2, girone B. Sotto la guida di mister Enzo Berardi i biancorossi ottengono un punto in più del Riccione, che retrocede in compagnia di Lupa Frascati e Cassino. Ma la stagione successiva invece, saranno i pesaresi a tornare in D.

SI TORNA IN SERIE D, SI PRECIPITA IN PROMOZIONE

Terenzio Cecchini è il presidente e dopo nove giornate di Terenzio Polverini, l’allenatore è Angelo Becchetti. Un duo non nuovo per la Vis Pesaro: nella stagione ’68-’69 c’erano sempre loro. Quell’anno i biancorossi si salvarono, 12 dopo invece la Vis retrocede. E dire che l’annata ’80-’81 si era aperta forte, con un netto 4-0 al Monselice. Ma era tutta un’illusione, perché proprio il Monselice avrà quei tre punti di vantaggio fatali alla Vis Pesaro.

Dopo tre stagioni di C, la Vis è di nuovo in Interregionale, questa volta girone F. Data per favorita, alla lunga i biancorossi iniziano a faticare e dopo 20 giornate mister Enzo Gerardi viene esonerato, facendo spazio a Franco Balsamini. Così la stagione ’81-’82 diventa solo buona per vedere in campo giocatori provenienti dal settore giovanile: Orlandi, Borchia e Muratori su tutti. In estate, fortunatamente, tutta Italia gioisce: l’11 luglio allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, la nazionale conquista i mondiali, battendo 3-1 la Germania Ovest.

Ma l’annata successiva per la Vis è patatrac. Tre allenatori. Ma anche un presidente nuovo, Gianni Gentili, arrivato dal Fano con la promessa di riportare la squadra in C, ma che invece a fine ’82-’83 vedrà la Vis cadere in Promozione, serie che “non mancava” addirittura dal ’72-’73. Nonostante una buona tenuta difensiva (solo 32 gol subiti), trascinata dal leader pesarese Giorgio Clementoni – all’epoca 25 anni -, l’attacco produce e realizza poco, 27 gol fatti. Nota di colore: un gol lo segna Ermanno Tomei, padre di Matteo, la scorsa stagione portiere della Vis Pesaro.

LA VIS DOMINA IL GIRONE DI PROMOZIONE MA POI PERDE LO SPAREGGIO

Il presidente Gentili rimane. Vuole tornare subito in serie D. E ci riesce, ma solo dopo uno spareggio perso e il successivo ripescaggio. Sotto la guida di Bruno Cantone, nella stagione ’83-’84 la Vis non ha rivali: 54 punti conquistati, 71 reti segnate (37 dal duo Filippini-Talassi, rispettivamente 21 e 16), 17 subite e 30 gare da imbattuta. Ma questo non basta. Per tornare in D c’è un solo posto disponibile. Si giocherà quindi, allo stadio Dorico di Ancona, lo spareggio contro il Monturano.

Oltre 3000 tifosi partono da Pesaro per seguire la Vis il 12 maggio 1984. La partita è tesa, gagliarda. Poca tecnica, tanto agonismo. Il Monturano va in vantaggio con un calcio di rigore al 22′, ma dodici minuti dopo bomber Filippini pareggia, sempre con tiro dagli 11 metri. E proprio il dischetto sarà fatale alla Vis Pesaro. Dopo il pareggio nei tempi regolamentari, nei supplementari nessuno segna. Si va quindi ai calci di rigore. Capitan Bezzi sbaglia, il Monturano vince.

I calci di rigore, 18 giorni dopo, saranno decisivi anche nella finale di Coppa dei Campioni, giocata allo stadio Olimpico di Roma. Il Liverpool batte i giallorossi che pagano gli errori dei leader Graziani e Conti. Segnata dagli 11 metri, la Vis Pesaro acciufferà la Serie D solo in estate, grazie al ripescaggio.

(FONTE CENTO ANNI DI VIS)

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