Primi anni ’90: dalla vittoria della C2 al fallimento. Si riparte dai dilettanti

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Triestina-Vis Pesaro, 18/10/92. Nel giorno dell'inaugurazione dello stadio Nereo Rocco la Vis vince 0-1 grazie alla rete di Pellegrino

Il Napoli di Maradona vince lo scudetto, il Milan di Arrigo Sacchi e degli olandesi conquista la Coppa dei Campioni, la Juventus di Dino Zoff la Coppa Italia. Nella Fiorentina esplode Roberto Baggio, nella Sampdoria duettano sontuosamente Mancini e Vialli mentre la Roma è trascinata da Völler.

Siamo nella stagione ’89-’90 della serie A. Nel corso del campionato, il 9 novembre del 1989, a Berlino cade il Muro. La Germania così non è più divisa tra est e ovest. Ma la vera e propria unificazione arriverà nell’ottobre del 1990. Proprio nell’estate del primo anno dell’ultima decade del millennio, la nazionale tedesca – ancora dell’Ovest – vince il mondiale disputato in Italia. 1-0 all’Argentina, la decide Brehme, giocatore dell’Inter. Il calcio italiano è dappertutto.

A Pesaro, la Vis del presidente Pietro Mercantini, affronta invece una stagione difficile dopo la retrocessione dalla C1. Nell’89-’90, con i biancorossi nel girone C, cambiano tre allenatori – in ordine Carlo Ripari, Aldo Sensibile e Giovanni Mei -, la squadra non segna (solo 18 gol) e i risultati non arrivano (ben 13 partite finiscono 0-0). L’annata si chiude con la salvezza in extremis: 1-0 al Giulianova e Bisceglie, Forlì e Campobasso retrocedono. A vincere il campionato, volando in C1 e aumentando il malessere dei pesaresi, è il Fano.

DUE ANNI DI C2, LA VIS DI GUIDO ATTARDI TORNA IN C1

La stagione ’90-’91 la Vis Pesaro del fanese Giovanni Mei, riconfermato dopo la salvezza, migliora nel gioco, nella tenuta difensiva e soprattutto nei risultati. La classifica finale dirà quinto posto, frutto di 36 punti conquistati grazie ai gol di Luca Pazzaglia, 13 su 21 totali della squadra, tra cui la doppietta alla Sambenedettese davanti a oltre 3500 pesaresi. Il presidente è Eligio Palazzetti, aumentano i capitali, la Vis ha più risorse economiche e finanziarie. L’obbiettivo estivo è rinforzare la squadra, mantenere bomber Pazzaglia e provare il salto in C1. Intanto, sponda serie A, la Sampdoria di Vujadin Boškov vince, grazie alle magie di Vialli e Mancini, il primo ed unico scudetto della sua storia.


Le promesse estive vengono mantenute. La Vis Pesaro è una delle favorite per la serie C2 del ‘91-’92. Bomber Pazzaglia rimane, arriva il riminese Tentoni dal Latina, Gasperini dirige la manovra, Olive – alla sua terza stagione biancorossa – esplode. Il mister è Guido Attardi, abruzzese, ex Francavilla. La Vis Pesaro vince il campionato. Nella festa promozione interna contro il Montevarchi – gara finita 3-3 – al Tonino Benelli ci sono oltre 5000 spettatori. La piazza è in delirio, grazie alle emozioni regalate dal trio Pazzaglia-Tentoni-Olive, autori rispettivamente di 13, 11 e 9 gol. In estate tutti e tre voleranno nel calcio che conta: Pazzaglia al Cesena, Tentoni alla Cremonese e Olive al Lecce.

SALVEZZA SUL CAMPO IN C1, MA LA VIS FALLISCE

Anno 1992. Si chiude il maxiprocesso di Palermo per crimini di mafia, a distanza di due mesi vengono uccisi i magistrati Falcone e Borsellino, scoppia la guerra in Jugoslavia mentre sul fronte europeo viene firmato il Trattato di Maastricht. Ma soprattutto in Italia esplode il caso Tangentopoli e finisce così la Prima Repubblica. L’estate del 1993 significherà anche la fine della Vis Pesaro con il fallimento.

Il neo presidente Fulvio Diamantini conferma Guido Attardi sulla panchina biancorossa, ma solo per otto giornate. E pensare che alla settima di campionato, il 18 ottobre del 1992, la Vis sbanca il Nereo Rocco di Trieste nel giorno della sua inaugurazione. 30mila spettatori, tifosi della Vis in cravatta rossa e cappello bianco per l’occasione, squadra arrembante e coraggiosa, Pellegrino delicato su punizione. 0-1. Gioia clamorosa in casa pesarese.

Ma due turni dopo, sulla panchina, arriva Enrico Catuzzi. La squadra è salda, mancano i gol ma arrivano i pareggi. Fino al tonfo clamoroso sul campo del Ravenna. I romagnoli vincono 6-0. Per salvarsi bisogna lottare fino all’ultimo. Con 28 punti, la permanenza in C1 arriverà sul campo, condannando alla retrocessione società di blasone come Carpi, Siena e Spezia. Ma la società non paga gli stipendi da qualche mese, si rischia grosso. Tra imprenditori che vengono e dirigenti che vanno, i tifosi protestano per le vie del centro: “La Vis non deve morire”. Ma a fine luglio arriva l’ufficialità: la Vis Pesaro 1898 è fallita. Si ripartirà dai dilettanti.

(FONTE CENTO ANNI DI VIS)

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