Puggioni, l’ex Vis Molinaro lo battezza: “Farà fare il vero salto di qualità”

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L'ex portiere biancorosso Luca Molinaro (foto Vis Pesaro 1898)

Marassi. Un quartiere. Cuore pulsante di chi nasce, rinasce e spicca il volo. La sintesi (im)perfetta di una dicotomia eterna. E che si rinnova per almeno due volte in una stagione calcistica. Ne sanno qualcosa Christian Puggioni e Luca Molinaro. L’uno doriano, l’altro genoano. Denominatore comune: l’attaccamento alla maglia senza alcun condizione. La storia di entrambi si intreccia giocoforza con quella della Vis Pesaro: Molinaro trovò fortuna con David Sassarini, Puggioni difenderà i pali dei biancorossi a partire da domani. Entrambi si conoscono da anni e l’approdo in riva all’Adriatico dell’ex Sampdoria e Benevento non è per niente casuale. Luca (Molinaro) lo sa bene: “Io e lui coltiviamo un rapporto d’amicizia, in questi anni mi ha dato tante dritte. Ora come ora potrebbe già allenare. Per la Vis è davvero un grandissimo acquisto. Farà fare il salto di qualità a tutto l’ambiente“. Una considerazione, quest’ultima, che sgorga dalla consapevolezza di doti tecniche e umane cristalline: “Potrebbe giocare ancora in Serie A – racconta Molinaro con un entusiasmo che a stento trattiene – E’ un portiere a dir poco equilibrato e ha un carattere molto deciso. Inoltre è una persona di quelle positive: mette l’esperienza a servizio della squadra“. La positività ha fruttato traguardi importanti. Tra questi, la Laurea in giurisprudenza all’Università di Reggio Calabria. “E’ uno che ha portato a termine tutto quello che si è prefissato. E così farà con l’esperienza di Pesaro. Quando si pone un obiettivo, nessuno lo ferma“.

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Luca Molinaro tra i pali del “Tonino Benelli” (foto Vis Pesaro 1898)

LA “PROFEZIA” DI LUCA MOLINARO

Il biglietto da visita di Puggioni nasce negli anni vissuti a Molassana, quartiere di Genova lungo la val Bisagno. Del periodo Molinaro ha un aneddoto: “Sua madre è stata la mia maestra di matematica. Tante volte sono stato a mangiare a casa di Christian“. Il motivo? L’amicizia col fratello Alessio, titolare di un locale in città. Rapporto duraturo e vivo, tra un caffè e un aperitivo. Quello che di lì a poco avrebbe consumato. Non prima di una promessa. Quale? Ritrovare la Prato l’8 marzo prossimo per il derby col Fano. Gara in cui i biancorossi, se possibile, potranno lottare per qualcosa di più di una salvezza, che in ogni caso rimane l’obiettivo primario. “Stammi a sentire: a fine stagione con Puggioni in porta vi ritroverete tra le prime sette“, profetizza. Impossibile non dare ascolto a chi ha difeso con orgoglio i pali del “Tonino Benelli”.

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