Col Ravenna un pareggio che sta stretto. E a Padova avrà inizio il trittico con le big

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Vis, sosta rosa
Una fase di gioco di Vis Pesaro-Ravenna (foto Vis Pesaro 1898)

E’ evidente: il pareggio di ieri col Ravenna sta stretto. Tanto stretto. E infastidisce vedere una cospicua mole di occasioni da rete non venir premiata col gol. Se possibile, quello decisivo. Magari nel primo tempo: il palo colpito da Lazzari a Cincilla praticamente battuto grida vendetta. Guai però a ragionare sotto le stelle del “se” e del “ma”. Anzi. Serve spirito costruttivo, mai venuto meno in un collettivo che, tra le tante assenze, ha registrato quella di De Feo. Ovvero un brevilineo che avrebbe sicuramente fatto molto male alla traballante retroguardia ravennate. Ad onor del vero, il Ravenna è con tutta la probabilità la squadra meno entusiasmante vista dalle nostre parti. Per qualità della manovra e atteggiamento sul terreno di gioco. Lineare sarebbe stato approfittarne appieno. A partire dal primo tempo, quando oltre alla già citata occasione di Lazzari si è registrato pure il diagonale a fil di palo di Marcheggiani. Se i Pavan boys avessero concluso il primo tempo sul 2-0, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

NAVA? IL MIGLIORE IN CAMPO DEI BIANCOROSSI

Discorso diverso per i secondi 45′. Quelli della flessione. Sul piano fisico e del gioco. In cui il Ravenna ha reclamato un penalty per fallo di mano in area di Farabegoli (ma era offside). E che hanno evidenziato la bontà delle prestazioni di Nava, Tessiore e Gennari: i primi due sulle fasce (mai come ieri la Vis si è resa pericolosa da quelle parti), il terzo nel cuore del pacchetto offensivo. Lelj è tutt’altro che dispiaciuto, Di Nardo non è sembrato demeritare una titolarità riacquistata dopo più di due mesi.

UN TRITTICO DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE

Capitolo Lazzari. Quello visto ieri al Benelli è risultato una versione a tratti sbiadita di quello che il tifo vissino ha imparato a conoscere. Nulla di così preoccupante, visti i problemi fisici che hanno falcidiato e che continuano a dare noia al fantasista romano. La speranza è che domenica a Padova passino in secondo piano. Insieme a un Voltan che non disdegnerebbe di andare a segno nella propria città natale. Il trittico bestiale (Padova-Vicenza-Triestina) ha inizio e la sensazione è che ogni punto varrà oro.

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