Dal 2014 al 2016: una retrocessione, il ripescaggio, l’impresa di Amaolo

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Daniele Amaolo
Daniele Amaolo

Una stagione travagliata ed inevitabilmente dolorosa. E se a questa si aggiunge la retrocessione in Eccellenza, ecco pronta un’annata di quelle da dimenticare. Lo sa bene la Vis Pesaro targata 2014/2015. Quella del trio Possanzini-Bonvini-Ceccarini. E di una rosa farcita di giovani. Ma andiamo con ordine.

Primo giro, primo esonero: disfatta in Coppa Italia col Fano (1-5), sconfitta in campionato sul campo dell’Amiternina (2-0) e allontanamento del tecnico di Loreto. Decisive anche alcune significative divergenze tecnico-tattiche. Insomma, quello con Possanzini è un rapporto nato sotto una cattiva stella. Poco importa per la società di via Simoncelli: in panchina ritorna l’ex Ferruccio Bonvini. De Iulis e compagni però non decollano, tant’è che fino all’11a giornata la voce “vittorie” è ferma a quota 0. Mentre al termine del girone d’andata i successi sono soltanto 2.

La goccia che fa traboccare il vaso è la sconfitta del “Carotti” con la Jesina. Lunedì 9 febbraio ecco servito l’esonero. Al posto di Bonvini arriva il durantino Ceccarini. Una mossa, questa, che non dà i frutti sperati. È sofferenza fino al 3 maggio, quando i biancorossi retrocedono in Eccellenza, complice la sconfitta casalinga per 1-2 col Termoli. I tifosi, fino a quel momento sempre presenti, contestano la dirigenza. Finisce un ciclo.

La Vis punta e ottiene il ripescaggio“. Questo il leitmotiv dell’estate del 2015. Pesaro tira un sospiro di sollievo: è ancora Serie D. E poco importa se questa arriva per via giudiziaria. Il tutto nel segno di un diritto regolarmente acquisito. Eppure il 23 agosto i biancorossi di Simone Pazzaglia sfidano (in trasferta) l’Atletico Gallo Colbordolo nel primo turno di Coppa Italia d’Eccellenza: 0-1 il finale. Due settimane dopo arriva invece l’esordio nella stagione 2015/2016 di Serie D. Avversario di turno la Folgore Veregra.

Le giornate passano e i risultati latitano. Il tutto fino al derby di Fano del 20 dicembre: Ambrosini e Sivilla firmano la vittoria dei granata. Ma anche la condanna sportiva di Pazzaglia (tecnico dalle qualità umane indiscutibili), esonerato solo due giorni dopo. Al suo posto il tecnico sangiorgese Daniele Amaolo. Colui che traghetterà i biancorossi all’undicesimo posto finale. Che vuol dire salvezza. Alla stregua della vittoria di un campionato. Obiettivo raggiunto. Pesaro rimane in Serie D e questo conta.

 

 

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