Serie C, 5 cambi: al top il Vicenza. Pochi Vis Pesaro, Piacenza e Samb

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5 cambi, una regola già presente in Serie C dal 2017 (crediti foto Filippo Baioni)

Il dodicesimo uomo, quando si gioca in casa, si dice che siano i tifosi. Ma in campo, in Serie C, i giocatori che possono scendere negli stessi 90 minuti sul rettangolo verde sono 16. “Una panchina lunga fa la differenza”, narrano diversi allenatori da sempre. Ma se la squadra è corta a livello qualitativo, come dire, hai voglia ad avere tanti giocatori seduti sui seggiolini, pronti a fare l’ingresso in campo dopo un lungo riscaldamento e la successiva chiamata dell’allenatore.

Da venerdì 8 maggio la Serie A ha approvato la novità d’emergenza (valida fino al 31 dicembre 2020) proposta dalla Ifab: se il campionato ripartirà, le sostituzioni potranno essere cinque. Un numero già visto, in vigore in Serie C dall’estate del 2017. Per la massima serie italiana invece è una rivoluzione. L’ultima volta che cambiò il numero dei cambi era il 1995, quando vennero concesse tre sostituzioni. Ma nel girone B di Serie C, quanti cambi vengono effettuati? Che tecnico ricorre maggiormente alla panchina? I subentranti sono importanti? E soprattutto, il numero di sostituzioni si riflette sulla classifica?

SERIE C, GIRONE B: 2303 SOSTITUZIONI IN 27 GIORNATE

Vicenza, Monza e Reggina, le tre capoliste dei gironi di Serie C, pronte per l’ammissione alla Serie B, sono le squadre che hanno fatto maggior ricorso alle cinque sostituzioni durante la stagione interrotta. Gli effetti dei cambi si cominciano così a pesare, scrive il quotidiano La Stampa. Ma in realtà la classifica dei punti conquistati non rispecchia quella dei cambi. SoloVisPesaro ha deciso di fare un’analisi del girone B. Sono 2303 lo sostituzioni totali. Vicenza, Reggiana e Triestina sono sul podio, mentre, utilizzando il gergo da classifica del campionato, la “retrocessa” sarebbe la Sambenedettese, con Vis Pesaro, Piacenza, Fano e Gubbio a giocarsi i playout.

IL PODIO

Come potete osservare dalla mappa cronologica, che mostra le 20 società con il proprio numero di cambi sommato per giornate, a guidare la classifica è il Vicenza. 131 sostituzioni totali con l’impiego di cinque giocatori per ben 23 giornate su 27 disputate. Solo quattro volte è accaduto che Domenico Di Carlo abbia effettuato quattro cambi, contro Cesena, Reggiana, Sudtirol e Carpi nel girone di ritorno.

 

Al secondo posto troviamo la Reggiana con 129. Posizione che riflette quella di classifica visto che dopo 27 giornate gli emiliani inseguivano proprio il Vicenza. A completare il podio non troviamo la terza in classifica, il Carpi, ma la Triestina. 127 sostituzioni totali contro le “sole” 116 (con una gara in meno) di mister Giancarlo Riolfo (12°). Insomma, non sempre più cambi portano maggior risultati. Sappiamo come le sostituzioni possano nascere: esigenze fisiche, problemi tattici ma soprattutto anche per difendere il risultato – inserendo un difensore in più – o per cercare di riacciuffarlo, buttando nella mischia tutte le “armi” offensive a disposizione.

LA ZONA CENTRALE

Per questo in quarta e quinta posizione troviamo squadre di centro classifica, come Modena e Fermana, rispettivamente con 122 e 120 cambi. Al posto successivo c’è invece il Ravenna, società che dopo 27 giornate era entrata nell’ultimo posto playout. Ma per cambi (119) è sesta. Ora però le differenze sono minime. Da la Romagna ravennate si passa a quella di Cesena (113, 15°) con uno scarto di soli sette cambi. In mezzo ci sono otto società: Padova (una gara in meno), Sudtirol e Virtus Verona con 118 sostituzioni, Imolese 117, Arzignano e Carpi 116 (entrambe una gara in meno) e Feralpisalò (una gara in meno) e Rimini 114. E proprio in questa soglia centrale troviamo la mediasostituzioni del girone B: 115,15.

LE SQUADRE CHE EFFETTUANO MENO SOSTITUZIONI

Gubbio 111, Fano 108. Con questo numero di sostituzioni le due squadre, impegnate nella corsa salvezza anche nel campionato poi sospeso, hanno qualche spiraglio di riacciuffare il treno centrale per numero di cambi del girone B. Invece, per Vis Pesaro, Piacenza e Sambenedettese le chance sono minime. I biancorossi hanno effettuato 101 cambi in 27 giornate, una media di 3,7 a partita su cinque a disposizione. Basti dire che il numero massimo di sostituzioni è stato raggiunto solo cinque volte con mister Pavan e una volta, nell’unica partita giocata, con il tecnico Galderisi. Per il tecnico poi esonerato invece dieci volte 4 cambi, nove 3 e due 2 (nelle trasferte di Vicenza e Trieste, quest’ultima costata poi la panchina).

Ma l’uso della panchina è stato ancora più limitato per Piacenza e Sambenedettese, entrambe però con una gara in meno della Vis Pesaro. I cambi sono rispettivamente 99 e 92, con le medie del 3,8 e del 3,5. Se Arnaldo Franzini ha optato nove volte per i cinque cambi, Paolo Montero a San Benedetto solo quattro volte ha usato tutte le chance a disposizione. Il campo però, cosa che alla fine conta sempre di più, premia i due tecnici, con le loro rispettive squadre in zona playoff. Nota curiosa: l’unico allenatore ad aver effettuato un solo cambio in tutta la partita è Riolfo, il 25 gennaio 2020 contro il Padova. Ma il Carpi sembra la quarta squadra indirizzata a spiccare il volo verso le Serie B. Come dire, non conta la quantità ma la qualità: i cambi bisogna averli buoni.

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