Serie C, gli arbitri tra raduni in videoconferenza e allenamenti in casa

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Un mondo alacre e silenzioso. Che da sempre vive di partite, allenamenti quotidiani, raduni e trasferte. Ma anche e soprattutto di attività associativa: quella vissuta nelle sezioni e nei poli atletici. Dalla Serie A ai tornei giovanili. In mezzo, il microcosmo che risponde al nome di CAN C. La fu CAN PRO. Ora presieduta dall’ex fischietto internazionale Antonio Damato (visto più volte quest’anno al “Benelli”). La giacchetta nera di Barletta è affiancata dagli Organi Tecnici Calcagno, Di Liberatore (autentico fuoriclasse della bandierina), Ciampi e Ostinelli: una commissione che guida 73 direttori di gara, 158 assistenti e 59 osservatori. Numeri in linea con 6 campionati (tre gironi di C, Primavera 1, Primavera 2 gir.A e B), 2 coppe (C e Primavera) e fasi finali del Torneo Berretti da dirigere.

Noi siamo pronti a riaccendere il motore, ma certo non possiamo mandare arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita“, ha dichiarato il 29 marzo scorso il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi. Ed è una linea ampiamente condivisa. Per una ragione su tutte: la terna arbitrale viaggia (andata e ritorno), spesso dorme in albergo, consuma pasti, frequenta spogliatoi e terreni di gioco. Va da sé che sia evidente l’esposizione al virus, al netto delle precauzioni prese. Insomma: senza tutte le garanzie del caso, gli arbitri non ritorneranno in campo. La salute ha la massima priorità.

Allenamenti e raduni. Rigorosamente in videoconferenza. A casa. Gli arbitri di Serie C in queste giornate non hanno rinunciato a due dei cardini dell’annata calcistica. Non è un caso che oggi sia stato il turno degli assistenti, tra lezioni tecniche, disposizioni della Commissione e quiz regolamentari. Domani intanto toccherà ad arbitri e osservatori. L’obiettivo è uno solo: farsi trovare pronti nell’eventualità della ripresa dei tornei.

 

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