Serie C, cassa integrazione e penalizzazioni: rischia anche la Vis Pesaro

0
Vis Pesaro-Campobasso, ultima partita della stagione 2017-2018 giocata in casa

Un cortocircuito all’italiana. Dove 2+2 fa 4 sempre più di rado e il paradosso si appresta a diventare la nuova condizione di normalità, smentendo di fatto se stesso. Alt: procediamo con ordine. È notizia di questa mattina (8 luglio) l’indiscrezione raccolta da TuttoC.com: La Cig ritarda, mezza Serie C rischia la penalizzazione. Stando a quanto riportato, la stragrande maggioranza delle società di Lega Pro potrebbe non riuscire a pagare in tempo gli stipendi di marzo, aprile e maggio ai propri tesserati a causa dell’arrivo in ritardo della cassa integrazione. Il termine ultimo per presentare alla Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) tutta la documentazione relativa alla situazione patrimoniale – e quindi anche ai pagamenti – scade il 15 luglio. Una volta superata quella data senza adempiere ai propri impegni contrattuali, scatta la penalizzazione in classifica.

Citando testualmente TuttoC.com, “il 90% dei club di C” si trova in questa situazione. Una percentuale enorme che, se confermata, farebbe assumere alla vicenda i contorni del disastro. Per pagare gli stipendi la grande maggioranza delle società conta infatti sulla cassa integrazione promessa a maggio dal Dl Rilancio. Le domande sono state presentate agli uffici regionali, accettate, e infine accantonate nelle stanze del Ministero del Lavoro e dell’Inps. Il meccanismo si è inceppato, degli aiuti promessi neanche l’ombra. Un ingolfamento che ovviamente non riguarda solo il calcio. Ma che sta impedendo di voltare definitivamente pagina verso il 2020/21 a tante squadre della parte più fragile del movimento professionistico italiano, Vis Pesaro compresa.

LA SITUAZIONE IN CASA VIS

Seppur con un paio di differenze, infatti, anche i biancorossi rientrano in questo scenario. Marzo è stato coperto interamente dalla società, mentre tutti i tesserati hanno rinunciato alla mensilità di giugno. Qui il comunicato. Ma per quanto riguarda aprile e maggio la Vis Pesaro dovrà fare affidamento sulla cassa integrazione. Secondo le informazioni raccolte da SoloVisPesaro, la proprietà si è mossa per tempo, presentando domanda all’ufficio regionale delle Marche rispettando termini e scadenze dettate dalla legge. Esattamente come per le altre società, il ritardo accumulato nei pagamenti delle due mensilità è dovuto solamente all’inefficienza delle istituzioni.

È comunque giusto sottolineare la complessità della situazione. Il Paese è in piena emergenza economica, mentre l’Inps e gli uffici regionali strabordano di richieste. Fatto sta, però, che la Vis Pesaro – così come ogni club costretto a fare domanda per la Cig – rischia di pagare per colpe non sue. Anche a causa di una scadenza, quella del 15 luglio, che stona al cospetto della dilatazione di qualsivoglia tempistica (basti pensare che i playoff termineranno il 22 luglio) e dei problemi causati dalla pandemia da coronavirus. Una vicenda “assurda”, commentano da Via Simoncelli.

ARRIVERÀ UNA PROROGA?

Per questo ci arrivano conferme che il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, si stia muovendo attivamente per porre rimedio a quella che si trasformerebbe in una penalizzazione di massa. L’ipotesi più probabile è che alla fine la Lega si accordi con la Federazione per una proroga alla scadenza del 15 luglio, ma si attendono ulteriori sviluppi.

Intanto, la Robur Siena inizierà la prossima stagione di C con 1 punto di penalizzazione proprio per non aver rispettato il termine per i pagamenti di alcune mensilità. Sorte simile per il Trapani in Serie B, al quale è stato inflitto un -2 in classifica nel campionato corrente. Con certi obblighi non si scherza, ma il cortocircuito legato alla cassa integrazione per le squadre di Serie C è evidente. Essere penalizzati per aver rispettato la legge è un paradosso che diventa normalità. Almeno nella confusione post-covid.

LASCIA UN COMMENTO

Commento
Nome