Serie C, prima giornata a rischio: l’AIC contesta le liste a 22 calciatori

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Serie C Ascoli
Vis Pesaro-Ascoli 1-1

L’Assocalciatori proclama lo stato d’agitazione e non esclude una forma eclatante di protesta. Che, realtà alla mano, vorrebbe dire sciopero in occasione della prima giornata di Serie C. Il motivo? L’obbligo imposto alle società di avere un massimo di 22 calciatori in rosa. Secondo l’AIC questo diktat porterebbe a “un abbassamento del livello tecnico del campionato e dello spettacolo“, ma anche a sottrarre “opportunità di lavoro a circa duecento tesserati della categoria“. Affermazioni che non sono passate inosservate e che fanno il paio con l’allarme lanciato dal presidente di categoria Umberto Calcagno: “Le norme sulle liste sono state prese senza un confronto con noi. Il tetto dei 22 è insensato in partenza. Sono norme che non valorizzano né il campionato né i giovani calciatori; la Serie C non merita questo”, ha sentenziato ai microfoni di Radio Punto Nuovo.

Cosa fa l’AIC invece di ringraziare i presidenti? Minaccia lo sciopero!“. Di ben altro avviso il parere della Lega Pro e del suo numero uno Francesco Ghirelli. In sintesi: nella scorsa stagione le rose dei club contavano su una media di 25,32 calciatori (con contratto oneroso) di cui 3,57 utilizzati per meno di 90′, per questo è necessaria una riduzione delle liste. E ancora: inserimento di un 23esimo professionista nato dopo il 1/1/2001, sostituzione di un portiere con un pari ruolo (24esimo) e di un altro elemento all’infuori del periodo di mercato (25esimo) gli elementi a supporto del provvedimento. Difficile però che si arrivi in tempi brevi a un punto d’incontro. A quel punto il 27 settembre le squadre potrebbero non scendere in campo. Oltre al danno, anche la beffa.

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