Simone Pavan lascia la Vis Pesaro. Alti e bassi decisivi per l’esonero

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L' ex allenatore della Vis Pesaro Simone Pavan (crediti foto Vis Pesaro 1898)

7 vittorie, 6 pareggi e 13 sconfitte. 27 i punti in 26 giornate. Simone Pavan non è più l’allenatore della Vis Pesaro 1898. Con questi freddi numeri il tecnico veneto è stato esonerato dalla guida della prima squadra, con un comunicato ufficiale apparso (dopo che la notizia era già circolata) sul sito biancorosso. Al suo posto il “Nanu” Galderisi che già in estate era stato uno dei principali nomi per il dopo Leonardo Colucci. Simone Pavan lascia Pesaro con un ricordo a metà: due grandi prestazioni (Samb e Vicenza in casa), due tragedie sportive (Padova e Trieste), due lezioni di calcio incassate (Modena al Braglia e Sudtirol in casa) e una scintilla con il mondo Vis Pesaro che non si è mai realmente accesa. Restando fuoco di paglia.

I motivi dell’esonero: mancanza di continuità sopra tutto

Partiamo con una precisazione doverosa: non si discute la persona Simone Pavan. Accompagnata dal suo vice, Renato Vito, anche lui esemplare. Per questo gli auguriamo il meglio per la loro carriera dopo Pesaro. Non ci sentiamo neanche di addossare tutta la croce su di lui. Come ha anche dichiarato il direttore generale biancorosso, Vlado Borozan, nell’odierna edizione cartacea de “il Resto del Carlino“: “La responsabilità non è solo di qualcuno. Siamo tutti in discussione, allenatore, società e giocatori“. Poi si sa, nel calcio il tecnico è quello che paga per tutti. Serviva uno scossone, di quelli decisi, ed è stato dato. Il nuovo allenatore, Giuseppe Galderisi, avrà il compito di portare da subito risultati nelle partite decisive della stagione.

Cosa non ha funzionato? Una domanda difficile, ma che può trovare una parziale risposta se si analizzano le varie prestazioni della stagione della Vis Pesaro. Al di là delle questioni di spogliatoio, in cui non ci addentriamo, che molto spesso sono decisive nelle sorti di un allenatore. Questa Vis non è riuscita ad avere una sua precisa identità, o meglio, non è riuscita a mantenerla alla lunga. Non è scattata la scintilla. Non è stata una squadra sempre “feroce“, come lo stesso Pavan si auspicava a luglio. A volte leone, altre gattino. Quello di cui una formazione in piena lotta salvezza non può permettersi.

A livello di gioco luci ed ombre. Se da una parte si è riusciti a valorizzare un fantasista come Davide Voltan, nelle ultime settimane prigioniero del suo ego calcistico, dall’altra è mancata una vera e propria organizzazione corale. Che si è riflessa nei pochi gol delle punte. Affidandosi il più delle volte a giocate estemporanee del singolo. Sul piano difensivo i 36 gol subiti sono stati tanti. Di questi 14 da calcio piazzato (tra punizioni, rigori e calci d’angolo).

 

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