Stefano Rossoni: il primo gol in Serie C non si scorda mai

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Stefano Rossoni in maglia Vis Pesaro nelle passate stagioni

Questa mattina, nelle pagine de “il Resto del Carlino“, è uscita un’intervista ad un ex biancorosso, il pesaresissimo Stefano Rossoni. Per lui 6 anni nella Vis Pesaro.

L’intervista a Rossoni

Ci sono pesaresi che sognano in grande. Uno di questi si chiama Stefano Rossoni, terzino destro classe 1997, passato al Carpi nell’ultima finestra di mercato. Rossoni, reduce da 6 stagioni alla Vis Pesaro, nell’ultimo turno di campionato è riuscito a coronare uno dei sogni di tutti i ragazzi che aspirano a diventare calciatori. Segnare il primo gol tra i professionisti. Un’incornata di testa che ha permesso al suo Carpi di sbloccare e vincere la partita contro il Ravenna.

Rossoni, che sensazioni ha provato dopo quella rete?
<Pazzesche. Durante la gara non avevo ancora realizzato completamente. Dopo la partita mi sono fermato e ho pensato a quello che era successo. Ero incredulo. Ma sono convinto che questa rete sia il giusto premio per tutto l’impegno che ho messo in questi anni. Quando un giocatore, con il lavoro quotidiano, individua e migliora le proprie carenze, poi viene ripagato con queste sensazioni uniche>.

Un passo indietro, da dove è partita la carriera di Rossoni?
<Prima di passare alla Vis Pesaro ho fatto tutto il settore giovanile nel Vismara. In quegli anni vedevo alcuni miei coetanei andare a giocare in posti come Cesena. Non ero invidioso, è stato uno stimolo per continuare a crescere e migliorare. Adesso contro il Cesena ci gioco con la maglia del Carpi, per me è una grande soddisfazione>.

Poi la Vis Pesaro, 6 anni intensi fatti di gioie e dolori…
<Sono arrivato alla Vis quando in panchina c’era Magi, che mi ha fatto esordire in Serie D a 16 anni. Da quel momento è iniziato un percorso di apprendimento che è stato fondamentale per me. Ho sempre cercato di imparare il più possibile, da chiunque avessi vicino. Nelle sconfitte come nelle vittorie. L’esperienza che ho accumulato mi ha permesso di fare il salto tra i professionisti. Stare zitto e lavorare è sempre stata la mia linea di pensiero. L’impegno quotidiano è la base per stare a questi livelli>.

A 22 anni la chiamata del Carpi, dove hai incontrato di nuovo Stefanelli e Riolfo. Che estate hai vissuto?
<Direi particolare. Non capita sempre di cambiare tre squadre (Vis Pesaro, Fermana e Carpi ndr) nella stessa sessione di mercato. Ho fatto tutto il ritiro a Fermo, poi quando ho ricevuto la chiamata di mister Riolfo e del direttore Stefanelli non ho esitato un secondo. E’ più facile lavorare con persone che già conosci e stimi. Sta andando bene, mi sto giocando le mie carte ogni volta che il mister decide di mandarmi in campo>.

Qual è il suo sogno nel cassetto?
<Arrivare in Serie A. Non lo nego, è il sogno di chiunque giochi a calcio. Ci sono tanti esempi di giocatori, come Castrovilli, Di Lorenzo e Pisacane, che sono riusciti ad arrivare in A partendo dal basso. Ho 22 anni e non voglio porre limiti alla speranza. Sono consapevole che per raggiungere questo risultato devo ancora lavorare tanto sul campo di allenamento. Il mio spirito è questo: non arrendersi mai>.

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