Stop Serie C, parla Lelj: “Accordo giusto e adatto. È un punto di partenza”

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Tommaso Lelj, numero 13 della Vis Pesaro (crediti foto Vis Pesaro 1898)

Tre mesi fa, il 9 febbraio, Tommaso Lelj segnava il gol del pareggio contro il Vicenza. Il suo primo gol in maglia Vis Pesaro, l’ultimo che il Tonino Benelli ha potuto festeggiare prima dello scoppio della pandemia. “Una grande emozione con la corsa verso i tifosi”. Così Lelj, intervistato da Radio Prima Rete, definisce ancora oggi quella rete contro la capolista.

Per Tommaso Vicenza significa adolescenza, essendoci cresciuto, ma anche presente, visto che si trova chiuso in casa lì, nel comune veneto. Ma soprattutto Vicenza significa calcio: suo padre Giuseppe è stato protagonista per due stagioni nella difesa del Lanerossi, quella società che ieri, in base a quanto deciso dall’Assemblea di Lega Pro, è stata promossa in Serie B.

L’esultanza di Lelj sotto la curva Prato dopo il gol contro il Vicenza

Il centrale di difesa della Vis dice così la sua sullo stop al campionato di Serie C e su quanto varato dall’Assemblea: “Stavamo aspettando la decisione che non era semplice da raggiungere. L’accordo penso che sia quello più giusto e adatto a questo momento. Ora attendiamo le altre leghe se accetteranno”. L’ufficialità delle decisioni prese arriverà però solo dopo l’approvazione del Consiglio Federale della Figc. In Serie C non ci saranno retrocessioni, verranno bloccati i ripescaggi dalla Serie D e, come detto, verranno promosse in B le tre capoliste – Monza, Vicenza e Reggina – più la quarta per merito, con il coefficiente che premierebbe il Carpi.

“Diciamo che questa scelta è il punto di partenza. Ora credo che qualcosa cambierà, questa unanimità, circa, ha messo d’accordo tutti i presidenti. Penso che sia una soluzione che porterà poi a qualche altro provvedimento da cui iniziare a riprogrammare la Serie C“, spiega Lelj, citando anche la Serie A e la Serie B. Ovvero le leghe superiori: “Dipende tutto dalla A, poi sarà a cascata”, spiega il numero 13 biancorosso sulle frequenze di Radio Prima Rete.

LA SUA PRIMA STAGIONE BIANCOROSSA

Dopo tre stagioni al Ravenna, Lelj è arrivato alla Vis Pesaro l’estate scorsa. 22 presenze stagionali che Tommaso riassume così: “Un’annata bella, stimolante e positiva, nel bene e nel male”. Ci tiene a ricordare con gioia le due grandi vittorie in trasferta, contro Cesena e Fano. La prima “in rimonta davanti davanti a tutto quel pubblico”, la seconda “nel derby, una bella soddisfazione per noi e per i nostri tifosi”.

Prima dello stop, mancavano 11 giornate al termine del campionato e secondo Lelj “stavamo facendo il nostro percorso, quello che era in programma”. Ovvero la salvezza in primis e poi “chissà poteva succedere qualsiasi cosa”. La sua prima stagione in biancorossa Lelj l’ha vissuta con mister Simone Pavan sulla panchina. E proprio per il tecnico esonerato lo scorso 18 febbraio, “il momento più brutto delle stagione”, Tommaso ci tiene a spendere qualche parola: “Quando un mister viene esonerato il demerito è di tutti e dispiace. Avevamo un rapporto trasparente. Come un giovane che entra nel mondo del calcio anche per un allenatore la serie C è un banco di prova arrivando dalla Primavera”.

Nell’ultima partita della stagione sulla panchina della Vis Pesaro c’era il subentrato Giuseppe Galderisi. “Lo conoscevo da avversario – racconta Lelj – Ho avuto un buon impatto. Non ha voluto stravolgere nulla. Ci ha dato nuove idee e input, ci voleva far ritrovare fiducia nei nostri mezzi che negli ultimi tempi avevamo un po’ perso. Un allenatore d’esperienza è sempre un piacere averlo”.

LA VITA DEL DIFENSORE

Giuseppe di Galderisi come Giuseppe di Lelj. Se il primo di mestiere segnava gol e faceva l’attaccante da inizio anni ’80 a fine ’90, il secondo in quelle annate del Nanu appendeva le scarpe al chiodo, dopo aver difeso con le unghie e con i denti per tutti gli anni ’70. “Come diceva mio padre: il ruolo più difficile rimarrà sempre l’attaccante – spiega con il sorriso Lelj – perché deve fare gol. Mi giustificava il fatto che gli attaccanti prendono di più proprio per questo”.

Ma la carriera di Tommaso, a 35 anni compiuti, ha seguito le orme del ruolo del padre. “Mi sono ispirato a tanti giocatori da quando sono bambino. Baresi – che oggi compie 60 anni – è stato uno degli emblemi del difensore. Io ero giovane e sentivo parlare del Milan di Sacchi che ha rivoluzionato un po’ il calcio. La difesa più completa di oggi è quella composta da Bonucci e Chiellini, a tre con Barzagli la preferivo ancora di più”. Ma il suo modello preferito è sempre stato uno: Alessandro Nesta. E la maglia numero 13 che gioca d’anticipo al Tonino Benelli e lotta suo ogni pallone porta proprio quelle cifre su cui hanno rimbalzato gli attaccanti più forti degli anni 2000.

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