Svolta epocale in vista per la Serie C: Gravina propone il ritorno del semiprofessionismo

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ROME, ITALY - JANUARY 29: Gabriele Gravina attends the Italian Football Federation (FIGC) new president elections on January 29, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Non sarà quella svolta epocale che tanti chiedono a gran voce, eppure programma alla mano (consultabile qui) la proposta del candidato unico alla Presidenza della FIGC Gabriele Gravina, appoggiato da circa 195 su 270 elettori, pare proporre riforme indispensabili per il calcio italiano. A partire dalla composizione dei campionati professionistici: se la A non si tocca, mantenendo il format a 20 squadre, la B farebbe compagnia in termini di numero alla massima serie. E la Serie C? 60 squadre, equamente divise in tre raggruppamenti da 20, con ripartizione geografica forse variata. Fino a qui nulla di eclatante. Ma a pagina 32 del documento si legge: “Il vero elemento d’innovazione di tale ipotesi progettuale – e certamente di distinzione rispetto ad altri dolorosi “tagli” effettuati in precedenza – è la riconversione ed identificazione dei club associati nella Lega Pro in un livello agonistico del tutto nuovo, quello del semiprofessionismo”. Sì, letto bene: SEMIPROFESSIONISMO. Una proposta ardita ma ad ampio respiro a cavallo tra il professionismo di A e B e il dilettantismo dei campionati LND, di cui lo sport nazionale potrebbe beneficiare per la soluzione di questioni legate a caratterizzazione e status di varie discipline sportive, calcio in rosa e futsal inclusi. Sul piano legislativo nazionale, il Legislatore adotterebbe (il condizionale è d’obbligo) tutte quelle disposizioni fiscali-tributarie già previste per l’associazionismo sportivo, per il Terzo Settore e per tutte le Onlus. Da un punto di vista federale invece potrebbe avvenire una ridefinizione dei rapporti contrattuali, dei tesseramenti, dei rapporti economici e delle questioni previdenziali-assicurative. In aggiunta sarebbe realtà l’obbligo da parte delle società di C di compiere miglioramenti sia in termini di gestione che di infrastrutture (addio ad alcuni impianti fatiscenti?). Per niente tralasciata la realtà spinosa delle squadre B: prima valutare l’impatto anche alla luce dell’esperienza juventina, poi procedere a modifiche. Da ultimo un potere maggiore in mano alla Covisoc, organo interno alla FIGC preposto al monitoraggio sia economico che finanziario delle società. I biancorossi, diretti interessati di questa corposa sezione del programma del già numero 1 della Lega Pro, aspettano l’assemblea elettiva del 22 ottobre. Il futuro della Pesaro calcistica in Serie C passa anche e soprattutto dall’Hilton Hotel di Fiumicino (RM).

 

 

Riccardo Spendolini

Per SoloVisPesaro

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