Tascini: “Pro Sesto? Sembrava di stare in C. A Pesaro sarei rimasto, ma…”

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Tascini
Alessandro Tascini

Prima la Serie D vinta con la Pro Sesto, poi gli ultimi due esami della laurea magistrale. È la primavera della rinascita per Alessandro Tascini. Lui che, da tuderte, ha vissuto la sua stagione tra Pesaro e Sesto San Giovanni. Con un occhio a Macerata, sede del corso in Mercati ed intermediari finanziari. Scordatevi allora lo stereotipo vetusto del calciatore votato al pallone e poco altro: “Tascio” costruisce il suo futuro sui banchi. O meglio, a distanza, complice la pandemia. “Questa è da sempre la mia mentalità – racconta con un filo d’orgoglio – Per come la vedo io puoi vivere di calcio solo se giochi in Serie A o militi per venti anni in B. Poi ti devi creare un futuro. Da sempre ho pensato che studiare fosse la cosa giusta”. Se Diritto degli intermediari finanziari rappresenta uno dei due scogli (insieme alla tesi) prima del traguardo, quest’estate potrebbe segnare la sua permanenza in C. Quanto mai meritata.

A SESTO SAN GIOVANNI ARRIVA LA PROMOZIONE IN C

Questo è il mio primo campionato di Serie D vinto. A dire la verità non lo sento molto mio, ma credo sia normale: ho giocato una sola partita da titolare. Altro conto sarebbe stato disputare le altre dodici partite”, confessa. Eppure al “Breda” è arrivata una rete, contro la Virtus Bergamo. Oltre a giocate a un cartellino giallo (in casa della Castellanzese). Avversari di quarta serie ma contesto di fatto professionistico. A partire da un club per sua natura ambizioso. L’ex Bastia e Campobasso lo sa: “Sin dal primo giorno sembrava di stare in una società di Serie C, a partire da organizzazione, struttura, allenamenti, intensità, idea di gioco e giocatori”.

CON LA VIS UN ADDIO PIENO DI RAMMARICO

Con la Vis aveva immaginato un addio diverso. O magari prospettive di permanenza, ventilate concretamente dalla società: “Sarei rimasto al posto di Malec. Fino a fine dicembre mi avevano detto che avrei mantenuto il mio ruolo in rosa e io ero contento”, confessa. Poi l’improvvisa virata verso la cessione. Accompagnata dal minutaggio nullo con Sambenedettese e Sudtirol, mal digerito dalla punta vissina. Intanto la Pro Sesto si era già fatta sentire: “Il mio procuratore mi aveva avanzato questa ipotesi: se non potevo rimanere in C con la Vis, potevo provare a vincere la D per poi provare a rimanere in terza serie”. Un obiettivo, questo, concreto più che mai.

SEREGNO-TODI PRIMA DEL LOCKDOWN

Tascini ha passato la fase di lockdown nella “sua” Umbria. A oltre 500 km da Seregno, dove ha vissuto negli ultimi mesi: “Dopo l’allenamento del sabato mattina avremmo avuto due giorni liberi. Fortunatamente sono subito tornato a casa. Poi, appunto, hanno chiuso tutto”.

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