Tessiore: “Attendo l’esito del secondo tampone, tutti mi sono stati vicino”

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Il centrocampista della Vis Pesaro, Andrea Tessiore

Il 10 marzo Andrea Tessiore risultava positivo al Covid-19, dopo i primi sintomi manifestati venerdì 6. Uno dei primi giocatori professionisti a contrarlo in Italia. Trentaquattro giorni dopo il centrocampista della Vis Pesaro, alla sua seconda stagione in biancorosso, non ne è ancora uscito.

“Sono stati giorni abbastanza tranquilli”, racconta Andrea in collegamento Skype su Radio Prima Rete. La società lo ha monitorato a distanza “con dottore, staff, mister e direttore – spiega Andrea – Tutti mi sono stati molto vicini“. Oltre la Vis Pesaro, anche i medici dell’ospedale San Salvatore di Pesaro lo hanno chiamato due volte: la prima per avvisarlo del contagio, la seconda per verificare se il coronavirus fosse passato, attraverso un primo tampone.

Tessiore si è sottoposto alla prova venerdì scorso e ha ricevuto i risultati lunedì 6 aprile: negativo. Oggi invece, il secondo tampone, quello decisivo. Probabile che venerdì 10 riceva l’esito e in caso fosse nuovamente negativo il giocatore sarebbe ufficialmente guarito. “Il nuovo percorso guariti prevede che dal giorno dell’ultimo sintomo passino 15 giorni di quarantena, per evitare di avere ancora il virus senza saperlo”, racconta il centrocampista, che in caso di guarigione chiederà al club la possibilità di rientrare a casa, in Liguria.

LE CURE E IL SUO MODO DI PASSARE LA GIORNATA

Il Covid-19 non ha ancora un vaccino. Nel mentre, vengono sperimentati farmaci e provati antidoti alternativi, ma ogni paziente viene trattato in base alle proprie condizioni: “Inizialmente ho preso la tachipirina per la febbre e il mal di testa, ma non faceva effetto – spiega Tessiore – Poi, dopo aver perso gusto e olfatto, nell’attesa che passasse, ho preso la vitamina C per rafforzare le difese immunitarie. I medicinali rischiano soltanto di indebolirti e di fare l’effetto contrario”.

Giorni difficili, per un ragazzo di soli 20 anni, classe ’99, alla sua seconda stagione fuori casa. Nato a Pietra Ligure, in provincia di Savona, Andrea è cresciuto a Genova, nel settore giovanile della Sampdoria. In questi 34 giorni non ha visto nessuno, ma il suo tempo lo ha riempito con diverse passioni. “Mi piace molto suonare il pianoforte, gioco alla playstation e su Netflix ho visto tutto”, scherza Tessiore. Ma anche telefonate di gruppi con i compagni di squadra: “Siamo molto legati, è un mese e mezzo che non ci vediamo ma è come se lo facessimo tutti i giorni“. E poi la famiglia, che non vede l’ora di rivederlo a casa: “Mi chiamano sempre, a volte anche un po’ troppo – ride – Mi hanno sempre sentito bene”.

EVENTUALE TAGLIO DEI STIPENDI E RIPRESA DEL CAMPIONATO

Il calcio mondiale è fermo. Si gioca giusto in Bielorussia, Tagikistan e Nicaragua. In Italia, per ora, si continua a non giocare visto la situazione contagi e decessi nel paese. Anche se “c’è un rallentamento, ma non una diminuzione netta“, spiega Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la ripresa del calcio professionistico italiano sembra ancora distante.

Nel pomeriggio si è riunito il comitato medico-scientifico della Figc e dopo l’incontro ha parlato il presidente federale Gabriele Gravina: “Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza, il mondo del calcio si deve far trovare pronto“. Venerdì il numero 1 della Figc si incontrerà con il ministro delle sport Vincenzo Spadafora. Parleranno di come e quando le società di serie A, B e C potranno tornare ad allenarsi, ed eventualmente, a giocare, non prima di fine maggio.

“Io mi alleno per quel che posso”, spiega Tessiore. Sull’attuale blocco dei campionati il centrocampista delle Vis Pesaro dice: “Fino a giugno sarà che si riprende, tutti temporeggiano”. L’ultima partita dei biancorossi risale al 22 febbraio, in trasferta a Fermo. Poi il blocco.

Anche la situazione taglio o riduzione degli stipendi è un argomento che interessa l’intero mondo del calcio, dalle società ai giocatori. In caso di ripresa del campionato i contratti che scadono il 30 giugno verrebbero probabilmente allungati. “Le società devono trovare una linea comune altrimenti sarà una cosa molto soggettiva in base al potere economico del club”, dice Tessiore. Il Monza, serie C girone A, sulla falsa riga della Juventus, ha già dimezzato gli stipendi ai giocatori e all’allenatore. Nel primo pomeriggio l’amministratore delegato Adriano Galliani, ospite al programma “Tutti convocati” di Radio 24, ha però detto: “I campionati devono finire o il calcio italiano rischia il crack“.

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