Totocalcio, i ricordi biancorossi tra Anconitana, Casarano e Avellino

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Casarano-Vis Pesaro

1946. Una faticosa ripresa dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’Italia che riparte, si rimbocca le maniche, abbraccia la forma di governo della repubblica e accoglie la Costituente. Di lì a poco, il 27 dicembre 1947, verrà promossa la Costituzione della Repubblica Italiana. Lo sport nel frattempo ingrana la prima marcia. Quella essenziale e quanto mai decisiva. Il giornalista Massimo Della Pergola (esiliato da tempo in Svizzera per le sue origini ebraiche) getta le basi del Totocalcio. Strumento democratico di riscatto e sana distrazione popolare. Il Coni dà corpo al progetto e il 5 maggio 1946, al costo di 30 lire, è disponibile la prima schedina. Dodici le partite nel pacchetto: tra queste, due partite del girone finale della Serie B-C Alta Italia e sei della Coppa Alta Italia. Non solo Divisione Nazionale, quella segnata da Inter, Juventus, Milan e Torino.

LA VIS PESARO FA CAPOLINO NEL TOTOCALCIO

Il concorso prende quota, le partite diventano tredici e non manca l’attenzione ai campionati minori. Quelli in cui veleggia una Vis Pesaro dalla storia ricca e avventurosa. Non sono poche le occasioni in cui i biancorossi sono comparsi in schedina, per un “Tredici” sognato anche nella città di Rossini. Poggibonsi, Giorgione, Casarano: una vena di esotismo viene accostata ogni domenica al nome tutto vissino. Che entusiasma il tifoso e dà ancora più lustro a una delle società più antiche d’Italia. Gli anni passano e il 2 marzo 2003 Vis Pesaro-Avellino è affiancata da Juventus-Inter e Milan-Atalanta. Tradotto: derby d’Italia e quel Milan che di lì a poco conquisterà la Champions League, battendo in finale proprio i bianconeri. I biancorossi di Borneo sono poco fortunati: al “Benelli” l’Avellino s’impone per 0-3 coi gol di Biancolino, Molino e Capparella. Poco importa. La Vis è sulla schedina. Scripta manent. Per sempre.

 

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