Un anno di presidenza Bosco: “Costruiremo una Vis Pesaro competitiva”

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Il presidente della Vis Pesaro, Mauro Bosco.

La Vis cambia proprietà: Mauro Bosco è il nuovo presidente”. Sono passati 365 giorni da questo titolo di SoloVisPesaro. Un anno esatto da quel turbinio di eventi, in rapida successione, che ha portato alla cessione del 51% delle quote della società a un imprenditore campano all’epoca sconosciuto. Almeno a queste latitudini. Un anno dal passaggio di testimone – per ora parziale – da parte di Marco Ferri, rimasto copresidente della Vis Pesaro con il 49% delle quote azionarie. A lui la città deve molto.

Il ritorno tra i professionisti, la partnership salvifica (in senso letterale) con la Sampdoria. Poi la lungimiranza nel cercare qualcosa in più per la Vis: la risposta è stata Mauro Bosco. Giovanissimo imprenditore, classe ’78, fondatore e proprietario della MB Holding. Bosco sta garantendo a Pesaro quello che tanti impresari locali non hanno avuto il coraggio di dare. Fiducia, in primis. Poi sicurezza e stabilità, sportive ed economiche. Un merito che va riconosciuto e che è stato legittimato dalla sua gestione durante e post pandemia, non era scontato.

“Prima ci strutturiamo in C, senza avere fiato sul collo per la salvezza. Poi da lì partiremo. Ad oggi la serie B è un sogno, per prima cosa dovrà diventare l’obiettivo”. Queste le parole di Bosco nel giorno della sua presentazione.

UN ANNO A SINGHIOZZO, MA DI CRESCITA

Trecentosessantacinque giorni dopo, si può dire che entrambe le sue ‘promesse’ siano state rispettate. Almeno nella sostanza. La Vis Pesaro ha vissuto una stagione 2019/20 complicata, tra alti e bassi fisiologici. Il cambio di leadership – datato 7 agosto 2019, appunto – non poteva sposarsi con una programmazione certosina sul fronte calciomercato. Di fatto, con un luglio costellato di incertezze e un agosto turbolento, il ds Crespini si è ritrovato obbligato a costruire la squadra in fretta e furia. Le uniche due cartucce estive sparate dopo l’arrivo di Bosco al timone hanno portato il nome di Tomas Malec e Antonio Di Nardo. Trenta partite e 1 gol in due: non il bottino dei sogni per due attaccanti. Per quanto, va ammesso, Di Nardo abbia giocato spesso fuori ruolo.

Comunque, la Vis di Pavan procede a singhiozzo. Mai veramente tranquilla e sempre sul filo della zona retrocessione. Il primo derby di Bosco è un successo (0-2 al Fano), ma serve uno squillo, che arriva a fine novembre. Quando Christian Puggioni diventa un nuovo giocatore della Vis Pesaro. Esperienza e tecnica di Serie A, però, da sole non possono bastare. A gennaio si cerca di rimediare con l’arrivo di De Feo, Marcheggiani, Nava, Benedetti, Di Munno e Ngissah. Pavan non cambia rotta, e subentra Galderisi. Nanu salva la Vis Pesaro, senza saperlo, alla sua prima panchina a Fermo grazie a un gol di Marcheggiani. La pandemia di coronavirus farà il resto.

IL FUTURO NELLE MANI DI MAURO BOSCO

I rinnovi in tempo record, l’acquisto di Ettore Marchi. Poi la costruzione del centro sportivo a Villa Fastiggi in arrivo nel 2021. Un investimento da 4 milioni di euro per dare alla Vis Pesaro una sede sportiva degna di una società professionistica. Ora, forse, sognare la Serie B non è più un’utopia. Almeno passando dai playoff, e almeno a parole. Quelle risuonate spesso in queste prime settimane della nuova stagione, e ripetute anche da Mauro Bosco ai microfoni di Gianlucadimarzio.com:

“Il bilancio ad oggi è estremamente positivo – ha dichiarato Bosco nel giorno del primo anniversario della sua presidenza -. È la mia prima esperienza nel mondo calcistico, è stato un anno di arricchimento. Da quando mi sono insediato ho sempre portato avanti due aspetti: il capitale umano e le infrastrutture. E abbiamo fatto passi da gigante”.

L’acquisto di Ettore Marchi significa molto, continua il patron: “È l’esempio di giocatore che vogliamo adesso. Ha capacità tecniche, doti indiscusse, una personalità da leader. Tenevo a questo colpo. Così tutti capiranno la nostra volontà di costruire una squadra molto competitiva per la prossima stagione. Sta venendo fuori la nostra umiltà ambiziosa”. L’amore di Pesaro farà il resto: “Ho avvertito il calore della città fin dal primo giorno, e oggi ancora di più. Si inizia a percepire un cambiamento in ambito calcistico. Un progetto serio e di lungo termine non c’era mai stato, i tifosi stanno capendo la nostra ambizione”, conclude Bosco. Il futuro della Vis è nelle sue mani.

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