Una stagione di lotta in vetta poi il cambio allenatore. All’ultimo respiro la Vis è in C

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Vis Pesaro-Campobasso, ultima partita della stagione 2017-2018 giocata in casa

Mi sono trasferito da qualche giorno in Spagna, nel caldo torrido di Murcia. Ma dal mio arrivo ho visto solo pioggia che nella capitale della regione mancava da oltre otto settimane. Siamo a settembre, causa Erasmus lascio Pesaro per sei mesi, la città in cui sono cresciuto. Sono quasi sempre andato allo stadio a vedere la Vis Pesaro. Nelle ultime stagioni, precisamente dalla vittoria dei playoff in Eccellenza, frequento la curva Prato. Il mondo ultras è affascinante, mi incuriosisce. Ho deciso: la tesi della laurea triennale in Scienze della comunicazione la farò sul mondo del tifo nella città di Murcia.

Ma la stagione 2017-2018 sarà soprattutto quella della vittoria della Serie D da parte dei biancorossi. La Vis Pesaro tornerà nel calcio professionistico dopo 13 anni lunghi e difficili, direi umilianti per una società tra le più antiche d’Italia. Il penultimo capitolo di Leggenda Biancorossa abbiamo deciso di raccontarvelo così: vissuto a metà da un altro paese, ascoltando la Vis Pesaro in radio come si faceva prima dell’avvento della televisione, parlando a distanza con amici “malati” di Vis, guardando i tabellini e le pagelle del lunedì sul Resto del Carlino e leggendo le cronache live di pu24.

I PRIMI SEI MESI DI RIOLFO RACCONTATI DALLA SPAGNA

Domenica 3 settembre inizia il campionato di Serie D, girone F. Per me il giorno successivo significa inizio dei corsi di giornalismo all’Universidad de Murcia. Tempo di prime volte. Infatti, in casa Vis Pesaro esordisce in campionato sulla panchina biancorossa Giancarlo Riolfo, ex Sanremese. Parte con un peso sulle spalle: la Vis la stagione prima ha vinto i playoff di D con Sassarini tecnico, in estate non è stata ripescata e la società ha costruito una squadra per stare in alto tutta l’annata.

Pronti via, la banda di Riolfo infila un poker a domicilio alla Recanatese. Doppietta di due nuovi acquisti: Ignazio Carta – oggi ancora con mister Riolfo a Carpi – ed Emiliano Olcese, bomber argentino ex San Marino che sostituirà per tutta la stagione, segnando 20 gol, Rocco Costantino, il quale ha spiccato il volo per la Serie C, maglia Sudtirol. In porta gioca il giovane classe ’99 Marfella, in prestito dal Napoli. A sinistra il titolare fisso è il pesarese doc Boccioletti, anche lui ’99 al suo primo anno nel calcio dei grandi. Ma a dare sicurezza a tutto il reparto, anzi, a tutta la squadra, è il duo classe ’82 RadiCacioli, centrali di difesa di grossa esperienza e forza.

Dopo quattro vittorie consecutive la Vis però cade 2-1 in trasferta contro il Pineto. Un incidente di percorso, nulla di preoccupante. Ma 20 giorni dopo ancora un tonfo, questa volta più pesante. La squadra di Riolfo perde 2-4 in casa contro la Vastese. Sentendo la radio e parlando con amici, mi colpisce la tanta panchina per Giacomo Ridolfi, un talento che la stagione prima aveva fatto brillare gli occhi di tanti pesaresi. Sulla trequarti gioca Ivan Buonocunto, assistman (ne farà 9) e grandi qualità tecniche per lui. L’altro pesaresissimo in squadra, oltre al highlander capitan Paoli, è “il Pibe” Ale Rossi. Per lui a fine stagione 22 presenze, ma solo due da titolare, ovvero le ultime decisive.

Insomma, la squadra di Riolfo è piena di ottimi giocatori. Baldazzi, Bortoletti e il brasiliano Wilson Cruz. Dalla nona giornata diventeranno titolari fissi anche Bellini e Rossoni. Proprio da qui la Vis Pesaro riparte, vincendo sei gare consecutive e rimanendo appaiata alla vetta, tenuta stretta con le unghie e con i denti dal Matelica. Ma il 3 dicembre arriva la terza sconfitta nel girone d’andata, di nuovo in casa, questa volta con risultato all’inglese. 0-1 per il Francavilla e qualcuno inizia a rumoreggiare: per rimanere al vertice non si possono buttare via queste partite, soprattutto se giocate al Tonino Benelli. Le mie domeniche pomeriggio le passo quindi così: frequenze di Radio Prima Rete e sito di pu24 per gli aggiornamenti. Il tutto mentre porto avanti la mia tesi: sono in curva a vedere il Real Murcia prima e il Cap Ciudad de Murcia poi.

LA PAUSA INVERNALE E L’ESONERO DI RIOLFO

Inizia il 2018 e su 12 punti a disposizione la Vis ne conquista 4, perdendo di seguito contro San Marino e Avezzano, con rete di Dos Santos, il brasiliano che tre mesi dopo Pesaro ringrazierà. La preparazione invernale non sta dando i suoi frutti, il gioco è limitato, ora mancano anche i risultati. Il Matelica non si ferma e l’11 febbraio andrà in scena lo scontro diretto, la partita che vale una stagione. Il piccolo settore ospiti viene preso d’assalto, oltre 500 pesaresi seguono la Vis Pesaro per questa sfida cruciale. Tanti tifosi stanno in piedi, appaiati alla rete che separa lo spazio riservato agli ospiti dal campo di gioco. Riolfo, che ormai rischia l’esonero visti i 7 punti di distacco dalla capolista Matelica, prepara molto bene la partita e la Vis domina l’incontro. Finisce 1-2, segnano Baldazzi e Buonocunto, il campionato è riaperto. Pesaro ci crede.

A distanza di 1800 chilometri sono teso, in ansia. Non oso immaginare tutto il popolo pesarese. Sarà un testa a testa fino all’ultima giornata, fino all’ultimo minuto. Ogni punto è cruciale, ogni partita vitale. La mia istanza in Spagna finisce a inizio marzo. Rientro a Pesaro giusto in tempo per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, quelle che cambieranno l’assetto politico dell’Italia con l’arrivo al Governo del Movimento 5 Stelle, affiancato dalla Lega prima e dal Pd poi.

E quella domenica di voto coincide esattamente con l’ennesimo stop per la Vis Pesaro. I biancorossi perdono 1-0 contro il Monticelli, un avversario che a fine stagione retrocederà. Riolfo rischia di nuovo l’esonero che arriverà la partita successiva dopo il pareggio casalingo (0-0, ero finalmente tornato al Benelli) contro il San Nicolò, altra squadra dei bassifondi. Mancano sette giornate, il Matelica ha rallentato ma la Vis Pesaro dell’ormai ex mister non ha saputo approfittarne.

IL RUSH FINALE E IL CROLLO CASALINGO CONTRO IL CAMPOBASSO

21 punti a disposizione. L’obbiettivo del nuovo tecnico Gianni D’Amore, promosso dalla Juniores nazionale, è tentare il sorpasso sul Matelica e vincere la Serie D. Alcuni tifosi ci credono, altri sono scettici. La Vis Pesaro batte agevolmente Nerostellati e Sangiustese, pareggia ad Agnone, e guadagna sei punti contro Fabriano e Francavilla. Il bottino dice: 13 punti su 15 a disposizione conquistati, un gol subito e 11 fatti (di cui 7 Olcese con tre doppiette) e sorpasso sul Matelica domenica 22 aprile, giorno del mio compleanno. Mancano due giornate. La remuntada si è compiuta, ora manca l’ultimo scoglio.

La Vis Pesaro ha due punti di vantaggio sul Matelica con scontri diretti a favore e affronta il Campobasso, squadra non ancora salva, in casa, davanti a oltre 3000 persone. Un mix di ingredienti appetitosi per un piatto ricco e succoso: il ritorno in Serie C dopo 13 anni di calcio dilettantistico. Nella curva Prato del Tonino Benelli in mia compagnia, per la proclamata festa, c’è un amico tedesco che ho conosciuto in Spagna, voglioso di vedere l’ambiente che per sei mesi gli ho raccontato. Bandiere, fumogeni, coreografia da brividi, vantaggio con rete del pesarese doc Rossoni, cori continui ed entusiasmo alle stelle. Ma come dice un proverbio, non dire gatto se non c’è l’hai nel sacco.

La penultima giornata del campionato da gioia diventa suicidio. La Vis Pesaro perde 1-2, finisce la gara in 9, la curva viene multata, l’arbitro esce tra le polemiche con squalifica del campo e del co-presidente Roberto Bizzocchi. Il Matelica ha battuto il San Marino ed è primo a +2. Mancano 90 minuti, sarà un campionato, citando il film di Jean-Luc Godard, fino all’ultimo respiro.

CASTELFIDARDO COME DESTINO. LA VIS TORNA IN C DOPO 13 ANNI

Per tre stagioni ho indossato la maglia della Vis Pesaro nelle giovanili. Abbiamo vinto il titolo Allievi regionali nella stagione 2011-2012 battendo 2-1 il Tolentino. La finale la giocammo a Castelfidardo, comune in provincia di Ancona. Proprio in questo paesino la Vis Pesaro di Gianni D’Amore gioca l’ultima giornata. Bisogna conquistare i tre punti e sperare che il Matelica, impegnato ad Avezzano, non vinca.

Sono tra gli oltre 500 pesaresi che il 6 maggio viaggiano direzione Castelfidardo, parcheggiando le macchine tra le campagne limitrofe allo stadio e bevendo birre analcoliche nel settore ospiti. La squadra in campo va forte e il primo tempo finisce 0-3. I cori sono incessanti ma ad inizio seconda frazione calano. Tanti tifosi sono con il cellulare in mano, vogliono sapere il risultato del Matelica. A 225 chilometri di distanza l’Avezzano, già sicuro del terzo posto, non si risparmia e al 65° trova il gol del vantaggio con Dos Santos, quel giocatore che mesi prima aveva punito la Vis Pesaro.

Gli ultimi 30 minuti sono da cardiopalma. Si canta a squarciagola, la tensione è altissima. Gioia e paura dividono le emozioni di ogni tifoso, di ogni pesarese, di ogni giocatore in campo. Al fischio finale è un unicum tra tesserati e supporters. Si attende il triplice fischio da Avezzano. Il Matelica ha perso, la Vis Pesaro torna in Serie C tra lacrime e abbracci, quelli che oggi mancano ad ognuno di noi.

Finiscono così i 13 anni di calvario per i gruppi ultras, per i tifosi della tribuna, per i dirigenti che sono cambiati nelle stagioni, per gli amanti della Vis, per l’intera città di Pesaro che qualche ora dopo accoglierà tutta la squadra vincitrice del girone F in viale della Repubblica e alla Palla di Pomodoro. La Vis di Riolfo e D’Amore è riuscita nell’impresa. “E tanto già lo so, che l’anno prossimo, gioco di sabato”, così si cantava. L’estate sarà rivoluzionaria. Nascerà la partnership con la Sampdoria e uscirà il primo articolo di SoloVisPesaro, l’unico sito dedicato al mondo biancorosso. La stagione dopo si giocherà quasi sempre di domenica, ma non importa. La Vis Pesaro 1898 è in Serie C.

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