Vis, i 75 anni del co-presidente Ferri: “Quarto anno in C: non è poco”

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Vis Pesaro
Il copresidente della Vis Pesaro, Marco Ferri (crediti: Vis Pesaro 1898)

Per il quarto anno consecutivo siamo in Serie C e non è poco“. A chi gli chiede se la Vis, prima o poi, potrà compiere qualche passo in avanti verso il sogno Serie B, Marco Ferri risponde con una sana dose di pragmatismo. Già, la cifra distintiva del co-presidente. In occasione del suo 75esimo compleanno (tanti auguri, pres!), il Corriere Adriatico pubblica una lunga intervista a uno dei principali artefici della risalita dalla D. “Quando sono arrivato io, ho trovato la squadra agli ultimi posti della Serie D – racconta al collega Emanuele Lucarini – Eravamo a metà del campionato 2015-2016 ma alla fine di quell’anno si è mantenuta la categoria grazie a una bella rincorsa con una squadra guidata da Daniele Amaolo. Quindi con Sassarini allenatore è arrivata la vittoria dei playoff, la promozione di Riolfo e D’Amore del 2018 e le tre stagioni di professionisti“. Eppure l’approdo tra i pro non è stato indolore (“un mondo non semplice da capire“, afferma). L’avvento dell’imprenditore campano Mauro Bosco in questo senso si è rivelato decisivo: “Senza di lui la Vis non sarebbe tra i professionisti – racconta – Dopo la prima stagione in C, avevo già anticipato al sindaco che difficilmente avrei iscritto la squadra di nuovo. Poi è arrivato Mauro che ha preso a cuore il nostro progetto e lo sta portando avanti con passione“.

DIESSE, DIGGI’ E TEAM MANAGER. E SU VILLA FASTIGGI…

Sulla stagione appena terminata, Ferri ha le idee chiare: “Difficile. Altri aggettivi non mi vengono in mente. Le cose erano partite male ma poi, grazie agli interventi nel mercato invernale, la squadra è stata sistemata e salvata“. Se la riconferma di Di Donato è ancora un grande punto interrogativo “(“E’ prematuro ogni tipo di discorso“), le priorità a detta del co-presidente vissino sono direttore sportivo e team manager, “ma pure un direttore generale“. E sul centro sportivo di Villa Fastiggi: “Ci permetterà di costruirci i giocatori in casa. Il che, in un periodo storico come questo,  in cui si sono persi tutti gli introiti da stadio e molti sponsor, è basilare“.

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