Vis-Ascoli, Borozan: “Ha vinto Pesaro”. Le parole di Lelj e Galderisi

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Borozan Serie C
Il dg Vlado Borozan (foto Vis Pesaro 1898)

“Una grande vittoria fuori dal campo. Devo ringraziare quelli che sono venuti allo stadio, perché oggi ha vinto Pesaro, mentre tutta Italia ci osservava”. Così il direttore generale della Vis Pesaro, Vlado Borozan, ha commentato a noi di SoloVis quanto si è visto quest’oggi sugli spalti. I circa 400 tifosi presenti al Benelli (382 il dato ufficiale) hanno rispettato alla perfezione tutte le norme anti-Covid. Distanziamento e mascherine non sono bastate ad attutire la passione del pubblico biancorosso, encomiabile anche sul piano del supporto alla squadra. “Questa era un’esperienza nuova per tutti – ha continuato Borozan -, non volevamo commettere errori. A partire dai nostri dipendenti e dalla società di sicurezza che è con noi da anni, fino ai segretari e team manager. Si trattava di passare un bel pomeriggio dopo 6 mesi, un pomeriggio colorato dalla grande responsabilità da parte di tutti, ha concluso.

LE DICHIARAZIONI DI MISTER GALDERISI

Vittoria sugli spalti, pareggio sul campo. Un pari amaro. Bisogna dirlo, anzi, reclamarlo a gran voce. Perché la Vis Pesaro ha dominato per lunghi tratti contro l’Ascoli, una squadra che da anni milita in Serie B. E che ha raggiunto i biancorossi solo sul filo di lana a causa di una disattenzione difensiva.

Sono contento del lavoro che è stato fatto fino adesso e di come questo gruppo stia diventando un gruppo vero, una squadra, ha esordito mister Galderisi nelle dichiarazioni post-partita. Prima un elogio al collettivo, poi al singolo. Stramaccioni non ha mai sbagliato un allenamento dal 3 agosto, non ho mai avuto dubbi sulla sua prestazione – ha proseguito Nanu -. Tutti gli under che sono stati messi in campo hanno potenzialità pazzesche e insieme, con il lavoro, cresceranno ancora tanto”.

Il lavoro che è mantra di Galderisi e del suo staff tecnico. Da quando sono ripresi gli allenamenti il mister ha spremuto al massimo i suoi ragazzi: “Sono state settimane molto complicate. Lo staff (tecnico, ndr) ha fatto i salti mortali, così come lo staff medico, per far fronte a tutte le difficoltà del momento. La nostra forza risiede nella grande disponibilità da parte di tutti: staff, giocatori, società. Quello che conta è che per tutti viene prima la squadra. Tornando alla partita, Nanu chiude commentando il nervosismo del finale: “Con Bertotto (tecnico dell’Ascoli, ndr) ci conosciamo da una vita, sono scaramucce che succedono, se ne sono viste di peggiori. L’importante è che entrambi siamo soddisfatti delle nostre squadre”.

LE DICHIARAZIONI DI TOMMASO LELJ

Mattatore di giornata – come nell’ultima partita del Benelli a febbraio -: Tommaso Lelj. Non proprio l’uomo che ci si aspetterebbe sempre puntuale sotto porta. Una dote in più per il roccioso centrale vissino (oggi capitano), che ha commentato così il suo gol su calcio d’angolo: “Le palle inattive devono sempre essere un’opzione in più. L’importante è crederci e farle bene: non le abbiamo provate spesso in allenamento, ma il mister ci ha detto che se le avessimo messe in atto con convinzione avrebbero funzionato. Detto fatto. Tanto partite si decidono su calcio piazzato, quest’anno non sarà diverso. Prima da capitano con gol? Fascia a parte, segnare è sempre un’emozione. Poi farlo al Benelli è ancora meglio”. Al Benelli, e con il pubblico. Circostanza tutt’altro che scontata: È stato strano tornare a giocare dopo tutto questo tempo, specialmente con i tifosi sugli spalti. Però era più difficile ricordarsi come giocare che il resto. Adesso ci dicono che torneranno le porte chiuse, ma l’importante è che per oggi ci siamo divertiti e che sia tornato lo sport”, ha concluso Lelj.

Il riferimento alle porte chiuse riguarda il prossimo Dpcm che dovrebbe chiudere gli stadi fino al 30 settembre: una questione ancora in divenire. Intanto, come ricordato da Lelj e dal dg Borozan, la Vis Pesaro può festeggiare questa giornata di calcio andata nel migliore dei modi. Dopo quasi 7 mesi di stop, quarantena e campi deserti, ce n’era davvero bisogno.

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