Vis, ecco il clásico numero 102. Bizzocchi: “Un derby per me e per noi”

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L'esultanza di Misin sotto il settore ospiti di Fano dopo il vantaggio biancorosso (crediti foto: Leonardo Mattioli)

Il derby numero 102. Il quinto dopo il ritorno dei biancorossi tra i professionisti. “Storia, campanilismo, tradizione e cultura” in ottica salvezza. Perché l’obiettivo dichiarato di entrambe le squadre è quello di guadagnarsi la permanenza in Serie C. I Di Donato boys si presentano al “Mancini” con un bottino di 9 punti nelle ultime 5 gare e la piena consapevolezza dei propri mezzi, i granata non trovano la vittoria dal 21 febbraio scorso. Umori opposti, corroborati dalle dimissioni di mister Destro: al suo posto l’ex juventino Tacchinardi, chiamato a dare la scossa a un ambiente demotivato.

Sarà compito dei vissini quello di affossare definitivamente ogni velleità di salvezza diretta dei cugini. Le statistiche in questo senso sorridono ai biancorossi: due vittorie e due pareggi sono lo score vissino nelle ultime due stagioni. Dal gol di Gennari alla perla di Misin, passando per il contropiede fulmineo di Lazzari e qualche sbadiglio qua e là (sì, un derby senza pubblico e con pochi spunti tecnici può risultare noioso). Patrimonio emozionale del tifo pesarese, pronto a vivere lo scontro numero 63 tra i professionisti.

DERBY, PARLA “BIZZO”: “POCHE TIFOSERIE COME LA NOSTRA HANNO GENTE COSI’ ATTACCATA AI COLORI”

Chi il derby lo vivrà (da casa) con intensità è Roberto Bizzocchi, fondatore dei Vis Boys ed ex co-presidente vissino. “Vorrei trasferire alla squadra il mio spirito, lo spirito di una tifoseria abituata a ogni avversità, ma che non molla mai, ma proprio mai […] – ha raccontato con un filo d’orgoglio a Il Resto del Carlino – Credo che poche tifoserie come la nostra abbiamo gente così attaccata ai colori. Vorrei che l’avessero anche i giocatori tanta affezione per il nostro club che ha 120 anni e che giocassero un grande derby per me e per noi“.

Da qualche tempo alle prese con la lotta per la vita, “Bizzo” rievoca il suo primo aneddoto legato al derby: “Quella volta che mio padre era al Mancini, allora Borgo Metauro, per vedere un Fano-Vis negli anni ’60 al solito molto sentito, era seduto in tribuna e io al suo fianco, ragazzino. A un certo punto un tifoso di Fano, un vigile urbano, disse a mio babbo che doveva stare zitto perché non era a Pesaro, ma a Fano. Lui gli allungò uno schiaffo […]. Allora il calcio era fatto così: acqua e sapone“. E sul presidente Bosco: “Vorrei ringraziarlo a nome di tutta la tifoseria e di tutta la città per quello che sta facendo, per la passione e gli investimenti […]. Per il futuro cerchi gente che ha fame, umile, capace, che lo aiuti a spendere bene i suoi investimenti e faccia il bene della Vis“.

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