Vis Pesaro, a Reggio è mancato solo un po’ di coraggio

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Un'azione di gioco tra Vis Pesaro e Reggio Audace al "Mapei Stadium-Città del tricolore"

Coraggio. Quello che la Vis Pesaro ha smarrito nel secondo tempo del match perso in casa della Reggiana. Il coraggio di giocare (sempre) a viso aperto al “Mapei Stadium-Città del Tricolore“, stadio che ospita settimanalmente partite di Serie A. L’avversario non era il Sassuolo di De Zerbi ma la Reggiana di Alvini, formazione solida con in testa un piano preciso. Quello di provare a vincere, sempre e comunque. Quella consapevolezza che è mancata invece alla Vis Pesaro. Che pure era riuscita a portarsi in vantaggio grazie ad una percussione del solito Voltan, ma che non ha retto alla distanza. Ne è venuta fuori una gara bella da vedere, orribile per come è finita. La punizione impartita, subendo il gol della sconfitta nel recupero, è forse severa. Ma se si analizza a mente fredda l’andamento della gara si capisce che non è stata ingiusta o sfortunata.

La partita: analisi e statistiche

Una precisazione: chi vi scrive ha visto la partita allo stadio, dalla tribuna stampa. Che a Reggio Emilia è posizionata piuttosto in alto. Da quella visuale si riesce a capire molto bene la disposizione tattica delle due squadre in campo. Ma veniamo ai numeri, che non mentono mai. La Reggiana ha vinto, per 2-1, con il 52% percento di possesso palla totale. Mentre se guardiamo soltanto la ripresa, il possesso in favore degli emiliani arriva a toccare il 60%. Sono stati prodotti 15 tiri (di cui 6 in porta) dai padroni di casa, contro i 6 (3 nello specchio) della Vis Pesaro. 8 calci d’angolo concessi, contro i 2 battuti per biancorossi. Ma il calcio non è solo freddi numeri, e la Vis Pesaro ha fatto la sua signora partita.

Azzeccando la formazione iniziale, va dato merito a Pavan, con Gabbani e Pannitteri che si sono rivelati preziosi e anche letali, nell’occasione della rete biancorossa. Gabbani ha svolto una partita ordinata e soprattutto intelligente, tante le chiusure in anticipo che hanno dato il là a diverse ripartenze. Pannitteri è stato a tratti imprendibile, schierato larghissimo a destra, e da quella fascia è nato il vantaggio pesarese. Un primo tempo dove la Vis Pesaro ha dirottato gli emiliani sulla sua fascia sinistra, chiudendo tutte le percussioni centrali. La Reggiana ha prodotto tanti cross e poca pericolosità, la Vis Pesaro è stata coraggiosa nel saper interpretare al meglio una gara difficile. Quando il direttore di gara ha fischiato la fine della prima frazione, il Mapei Stadium era impressionato e scosso dalla prova offerta dai ragazzi di Simone Pavan.

Il secondo tempo: manca il coraggio e subentra la paura

Nella seconda frazione la musica cambia da subito. I padroni di casa non ci stanno e alzano notevolmente il proprio baricentro. Inserendo anche Kargbo, che poi risulterà essere il coltello che ha trafitto al cuore la Vis. Gli uomini di Pavan, complice anche la stanchezza, non riescono ad affrontare alti la manovra dei reggiani e scelgono di disporsi con prudenza in una linea difensiva a 5 in fase di non possesso.

Reggio Audace
La linea a 5 della Vis Pesaro quando la Reggiana iniziava l’azione da dietro nel secondo tempo

Da quel momento gli emiliani hanno preso il predominio del territorio. Portando tanti palloni a spiovere nell’area biancorossa. E da un calcio d’angolo, il sesto subito in stagione, è nato il gol di Marchi al 72′. Praticamente la fotocopia di quelli già subiti con Gubbio e Sudtirol. Mancano 20 minuti, pari e palla al centro. Ma la Vis ha continuato a concedere sempre più campo agli avversari, cercando di sfruttare le ripartenze coast to coast di Voltan. Che per poco non serviva anche l’assist del possibile vantaggio pesarese, con Tessiore che ha sbagliato da pochi passi un gol già fatto. Può capitare e non ci sentiamo di addossare nessuna responsabilità ad un ragazzo che era appena tornato in campo dopo un mese fermo per infortunio. Fallita un’occasione però ne andava creata un’altra. Bisognava continuare a giocare con coraggio.

L’ingresso in campo di Campeol è stato l’emblema di questo atteggiamento: fuori un ottimo Pannitteri, che si era fatto valere anche in fase difensiva, e dentro Campeol. Il terzino scuola Samp è entrato in campo direttamente dalla panchina, senza o quasi riscaldarsi. Tant’è che i primi 5 minuti li ha passati facendo stretching e beccandosi una sfuriata di Gennari. Il gol di Kargbo, che è salito in terzo tempo proprio sopra un Campeol immobile, ha chiuso ogni discorso. Lasciando ai tanti tifosi pesaresi un amaro in bocca che è difficile da mandare giù. Perché questa squadra è stata una tigre per 70 minuti, un gattino negli ultimi venti. Coraggio, da qui si deve ripartire. Perché la base c’è ed è un peccato raccogliere meno di quanto effettivamente si possa meritare.

1 COMMENTO

  1. tutto corretto ma se il primo a non aver coraggio è il mister allora diventa tutto troppo difficile, e non è il primo cambio troppo “conservativo” che vediamo quest’anno……..vedi Voltan per Romei con l’Imolese. Voltan, piaccia o no, egoista o non egoista, testa bassa o non testa bassa, è la Vis. Solo lui tira in porta, gli altri attaccanti non scoccano un tiro nello specchio neanche a pagarli e quando gli si urla “passala” a chi dovrebbe passarla?

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