Vis Pesaro, Alex Misin e l’emozione di quel goal storico a Fano

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L'esultanza di Misin sotto il settore ospiti di Fano dopo il vantaggio biancorosso (crediti foto: Leonardo Mattioli)

Alex Misin, pesarese dentro. Da questa stagione è diventato anche uno dei punti fermi della Vis Pesaro. Dopo aver girovagato per tutta la carriera, lui che è un classe ’89, tra Fano e Fermo. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo ieri sera, in una puntata de “L’Isola dei Tifosi” che potete recuperare sulla nostra pagina Facebook.

Una buona stagione quella del centrocampista numero 23, anche se lui si dice “sempre insoddisfatto per natura, sono un perfezionista“. Anche se la mancanza del campo, ormai da più di due mesi, si fa sentire. L’ultimo squillo proprio nella sua ex casa per 7 anni, il Bruno Recchioni di Fermo. Era il 26 febbraio, Misin aveva ricevuto anche una targhetta per le sue tante presenze con la maglia canarina. Sicuramente dalle parti del Recchioni non lo avevano sottovalutato, conoscendo bene le sue qualità. Misin entra negli ultimi minuti di gara, e proprio allo scadere scodella un cioccolatino sulla testa di Marcheggiani che insacca e fa 1-1 al ’93. “Un punto che per il momento, -ricorda Alex- ci ha permesso di restare fuori dalla zona play-out“.

Alex Misin, tra passato, presente e futuro. C’è voglia di restare

Il passato. Emozioni. Forti. Quelle che in un fantastico derby di ottobre, tra Vis Pesaro e Fano, Alex Misin ha regalato a se stesso ed a tutto il pubblico biancorosso. Da poche ore la notizia della scomparsa di Cesco, tifoso del gruppo ultras 1898, la Vis Pesaro tenta l’impresa al Mancini che manca da 31 anni. Per un brutto gioco del destino lo stesso Cesco era stato colpito da un malore la notte prima dell’ultimo derby giocato fino a quel momento. Era la Vis di Colucci e la rete di Gennari al Benelli ipotecò la salvezza della scorsa stagione.

Arrivati allo stadio, in quella fredda notte di ottobre, subito si percepiva qualcosa. I tifosi biancorossi avevano riempito il settore ospiti, dai gradoni provenivano soltanto ruggiti. La Vis era in partita, il Fano un po’ meno. Poi la palla del destino. Misin si trova a controllare un passaggio al limite dell’area avversaria, non ci pensa e scarica un bolide dritto sotto l’incrocio, proprio sotto il settore ospiti. “Non credo al destino o alla scaramanzia, dice Misin, ma ci sono cose nel calcio che vanno oltre la nostra comprensione. E’stata un’emozione indimenticabile“.

Il presente è fatto invece di una convivenza con la sua compagna, “ci sopportiamo e supportiamo a vicenda” e tanti allenamenti a casa. Aerobici e di forza, “siccome ho la fortuna di avere un terrazzo abbastanza grande dove tengo tutti gli attrezzi come manubri e tapis roulant“. La speranza è quella di poter al più presto riprendere il suo lavoro, la sua passione, la sua vita.

Il futuro invece è tutto ancora da scrivere. “Non so come e se finirà questo campionato, come tutti. Tra i giovani, senza togliere niente a nessuno, mi ha impressionato Ejjaki. Se capisce alcune cose avrà sicuramente una bella carriera davanti. Come squadra invece ho visto bene il Carpi, a livello di affiatamento mi ha ricordato la Fermana di Destro quando vincemmo la Serie D. Su di me invece, so che ho voglia di rimanere. Non ho parlato con la società del contratto, anche perché in questo momento le priorità sono altre, ma la mia volontà è quella di continuare a casa mia. Davanti al mio pubblico ed ai miei amici. Sono in scadenza a giugno, vedremo cosa mi riserverà il futuro“.

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