Vis Pesaro, alla fine dei ’70 nascono gli ultras e la squadra sale in C2

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Un'immagine al Tonino Benelli di fine anni '70. Crediti: 100 anni di Vis

Gli anni di piombo. Tutta Italia soffre la strategia della tensione, la Vis Pesaro rimane a galla in Serie D, per poi dare una svolta nella stagione 77/78 con il triumvirato di presidenti (Bellagamba-Nicolini-Scavolini) e approdare in C2. Nel frattempo nasce anche nella città di Rossini il movimento ultras, prima con Roberto Bizzocchi che fondò i “Boys” ispirandosi al gruppo di tifosi interisti. In un secondo momento con l’apporto decisivo di Daniele Mei arrivarono i “Vis Boys“, una storia che viene tramandata dal 1979 e che continua ancora oggi -con altri nomi- su quei gradoni del “Tonino Benelli“. Un altro capitolo di Leggenda Biancorossa, la fine degli anni ’70.

Le stagioni 74/75 e 75/76, l’era di Angelo Becchetti in panchina

La Vis Pesaro passò gli anni tra il 74 e il 76 in Serie D, con Mario Giorgi alla presidenza dopo annate di debiti e rifondazioni societarie. Serviva un equilibrio che è stato trovato, anche grazie ad Angelo Becchetti che da allenatore in queste due stagioni provò nella prima a portare fin da subito i biancorossi in Serie C e nella seconda a salvarsi. Purtroppo questa avventura non terminò nel migliore dei modi con l’esonero alla 31esima giornata del campionato 75/76, quando la Vis Pesaro era ormai ad un passo dalla retrocessione.

Ma andiamo con ordine. Il primo anno di Becchetti si provò una vera e propria impresa. Una Vis composta quasi interamente da pesaresi in dirigenza ed in campo vola sulle ali dell’entusiasmo. A trascinarla un attaccante, Giommi, in grado di realizzare 16 reti in campionato e portare i biancorossi ad un passo dalla C2. Purtroppo i 40 punti in classifica garantirono ai pesaresi soltanto un terzo posto, alle spalle di Forlì (44) e Anconitana (48). I biancorossi pagarono qualche passo falso di troppo, memorabili resteranno le prestazioni contro l’Anconitana (1-0 alla seconda giornata al Benelli) e lo stesso Forlì (2-1 alla quindicesima giornata sempre al Benelli).

La seconda stagione di Becchetti fu invece l’opposto. Una salvezza conquistata all’ultima giornata dopo un campionato passato a tribolare nei bassifondi della classifica. Il tecnico venne esonerato alla 31esima per far spazio a Giuseppe Di Chio. Questo fu anche l’ultimo anno di Mario Giorgi come presidente, la Vis Pesaro fu letteralmente salvata dai gol di Zaffini (20) che evitarono il peggio. Giommi non riuscì a replicare l’annata strepitosa precedente, fermandosi soltanto a 2 marcature. Alla fine i 31 punti in classifica bastarono, retrocedettero Sassuolo e San Lazzaro Savena (30 pti) e Jesi (27). Il Fano con 50 punti si catapultò nel professionismo.

Gli anni dei 3 presidenti (alla fine 4) con Giampaolo Landi in panchina. Nascono gli ultras: prima Boys poi Vis Boys

Le tre stagioni dal 76 al 79 furono un crescendo che terminò fino alla metà classifica della serie C2. Nel 1976 tutto cambiò. In primis la presidenza, al posto di Giorgi era scattata l’ora del triumvirato Bellagamba, Nicolini e Scavolini (prima di acquistare la Vuelle). In panchina venne scelto Giampaolo Landi, dopo un’altra estate di incertezze e debiti. Giorgi aveva lasciato 120 milioni di lire da saldare, che vennero ripagati dal triumvirato. Zaffini fu confermato, così come Giommi, ed arrivarono in città giocatori del calibro di Todde, Oggian, Salvatori e Mancini. La stagione 76/77 alla fine portò in dote un ottavo posto con 34 punti, una salvezza sudata e sofferta visto che il Baracca Lugo retrocedette con 30. Giommi e Zaffini furono i veri protagonisti, 15 gol il primo e 10 il secondo. La Vis Pesaro era di nuovo salva, sul campo e con le banche.

La svolta arrivò nel 77/78. L’anno della promozione in C2. C’era tutto, qualità e affiatamento. Ancora Giommi e Zaffini i protagonisti, 15 gol in due, ma da notare anche le 4 reti di Todde, quasi tutte decisive per altrettante vittorie. La Vis Pesaro arriva seconda a pari punti con il Carpi (45) e vive un sogno. Quello del ritorno nel calcio che conta. Intanto sui gradoni qualcosa si stava muovendo. Roberto Bizzocchi creò i Boys, gli albori del tifo organizzato. Che a quel tempo era formato da tamburi e coriandoli. Una leggenda nella leggenda.

Nel 78/79 la prova di maturità in C2. Serviva continuità e continuità è stata data. Anche dal tecnico Giampaolo Landi, vero condottiero di questa scalata. Giommi, Zaffini e Todde partirono, ma a Pesaro arrivò un certo Spina capace di metterne dentro 10 alla sua prima stagione con i biancorossi. A fine anno sarà settimo posto con 35 punti, non male per una neopromossa. I gradoni, della tribuna laterale, stavano sempre più prendendo forma. Fu proprio il 1979 l’anno in cui viene riconosciuta la fondazione del movimento ultras a Pesaro. Fatto di tesseramenti, direttivo e coreografie. Una spinta data da Daniele Mei, compagno di Bizzocchi, che guidò il movimento per almeno altri 20 anni.

FONTE: 100 ANNI DI VIS

 

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