Vis Pesaro-Arezzo in 9 punti: arbitro, arbitro, arbitro, arbitro, arbitro…

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L'esultanza della Vis Pesaro per l'1-0 di D'Eramo contro l'Arezzo (foto: Vis Pesaro 1898)

Vis Pesaro-Arezzo è stata un bel casino. Una partita che ci ha dato tanto di cui parlare e poco tempo per farlo (mercoledì si va a Fermo a chiudere il 2020). Quindi, forse è meglio essere ordinati. Andare per punti e toccare tutti gli argomenti caldi di un match tanto incandescente sul campo quanto gelato nelle temperature. Fa un freddo cane.

1)L’ARBITRAGGIO PT.1 “Di solito non siamo abituati a lamentarci dell’arbitro, ma…”. “Quando è troppo è troppo”. “Non voglio dire che ce l’abbiano con noi, ma…”. “Arbitraggio a senso unico”. “L’arbitro ha rovinato la partita”. “Vergognoso”. “Non è possibile che ogni volta siamo sempre noi le vittime degli errori arbitrali”. E così via.

Ad ascoltare gli allenatori e i dirigenti più disparati della Serie C, ma anche di Serie B, Serie A, Eccellenza, Giovanissimi e Pulcini, sembra che siano in atto almeno un migliaio di complotti tutti mirati a danneggiare la tua squadra. Sì, proprio la tua. E la Vis Pesaro non fa eccezione, eh, visto che come tutti ha fatto (e probabilmente farà) la sua parte in questo giochino stucchevole. Non esiste giustificazione migliore per una sconfitta, dai.

Però che palle, che noia, che fantasia. Parlare di eventuali errori arbitrali ci sta (vedi rigore assegnato al Carpi per fallo di Pezzi fuori area, il gol di Marchi a Modena dentro di un metro ma non ravvisato dal direttore di gara: l’abbiamo detto, finisce lì), aggrapparcisi è ridicolo. Possiamo smetterla?

2)L’ARBITRAGGIO PT.2 – In riferimento alla partita del Benelli l’Arezzo lamenta un gol fantasma nel primo tempo quando, nell’azione rocambolesca del palo-traversa aretino, “tutti hanno visto che la palla fosse entrata”, ha dichiarato il tecnico Camplone a Teletruria. No, in realtà non l’ha visto nessuno. Dato che non esiste goal-line technology e che la Serie C non ha fornito immagini adatte a valutare meglio l’azione, semplicemente perché non le ha. L’unico a disporre della visuale per decretare il gol/non gol era l’assistente di linea, che l’ha giudicato non gol. Ha sbagliato? Forse sì, forse no.

Il “gol fantasma” reclamato dall’Arezzo.

Questa è l’immagine di cui disponiamo. Di meglio con i nostri potenti mezzi non siamo riusciti a fare, abbiate pazienza. Qualcuno può davvero dire che la palla sia fuori o dentro all’1% o al 100%?

Il vero gol fantasma non concesso alla Vis Pesaro contro il Modena: è il calcio, quello senza Var. (crediti: Pu24)

PS: questa è l’immagine che abbiamo per la non-rete di Marchi a Modena. In questo caso si può parlare con un altro tipo di consapevolezza di gol fantasma.

Poi c’è la questione dei rigori. Da Arezzo, quello della Vis Pesaro è inesistente e ce n’erano circa una quindicina limpidi per gli ospiti. Ok. Siccome qui – a dispetto del nome del nostro sito – regna l’obiettività, l’opinione di chi scrive è che il penalty assegnato per fallo su Cannavò sia molto generoso. L’attaccante della Vis si lascia cadere ma il braccio di Borghini sul suo collo c’è, e lo accompagna anche per diversi secondi. Ingenuo il difensore, furbo l’attaccante, severo l’arbitro.

Non mi esprimo sui rigori reclamati dall’Arezzo. Semplicemente perché – come tutti – non ho a disposizione delle immagini chiare per sbilanciarmi del tutto. Però non faccio l’omertoso. Un contatto (quello tra Cerci e Brignani) mi pare sospetto, di certo non clamoroso. Se davvero il pesarese avesse toccato le gambe dell’ex Torino allora, visto il metro di giudizio sul rigore precedente, fischiarlo non sarebbe stato un delitto. Francamente non mi sembra ci sia altro che possa giustificare il complotto anti-Arezzo dei poteri forti.

3)L’ARBITRAGGIO PT.3 – Con ironia, ho speso tante (troppe) righe su questo argomento perché ne ho piene le… scatole. È una cultura marcia, un modo di fare e di pensare sbagliato. Che si può tollerare nei tifosi, fino a un certo punto, ma che è inammissibile riscontrare nel comportamento di “giornalisti” (tra quelle virgolette mi ci metto pure io) e addetti ai lavori. Se per voi questo è parlare di calcio, di sport, SoloVisPesaro è su un’altra lunghezza d’onda. Chiudo la polemica tra me e il sottoscritto dicendo come il più bugiardo degli allenatori che “non parlerò più di arbitri”. Se, come no.

4)IL CALCIO – Un’immagine che parla da sola.

 

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5)QUANTO È BELLO ANDARE SOTTO – Che non è un’allusione sessuale. La Vis Pesaro non sembra programmata per passare subito in vantaggio. Non le piace, non le va. Magari ci riesce pure, come contro l’Arezzo, ma poi resta a guardare fino a quando gli avversari non completano la rimonta. È una questione di bon ton e quindi complimenti ai ragazzi per l’educazione. Il fatto è che cominciare a giocare al 50′ spesso è una scommessa difficile da ripagare, un azzardo che puoi permetterti se hai almeno uno tra Lazzari e Di Paola in campo. In quel caso, tranquillo che la vinci.

Un buon proposito per l’anno nuovo: invertire questa tendenza, please. Massì, contro la Fermana va bene pure una partita al cardiopalma, chi se ne frega.

6)MANUEL DI PAOLA – Ringraziamo la Virtus Verona per la lungimiranza e questo ragazzo per non mollare mai. Rottura del crociato, un anno di stop (il 2020: forse abbiamo reso l’idea), lo svincolo a fine mercato. Dove in molti avrebbero lasciato perdere infamando il destino, Di Paola ha continuato a correre. È arrivato a Pesaro in forma strepitosa – e sorprendente – diventando un imprescindibile di questa squadra. Non per i gol, non è lui che deve farne. Ma per la qualità e i tempi che è stato in grado di fornire a un centrocampo spaesato come quello della Vis prima del suo arrivo. Nel brutto primo tempo di ieri, era stato il migliore dei suoi. La rete della vittoria è solo una conseguenza di questo atteggiamento positivo.

E poi, è anche un bravo ragazzo (l’abbiamo intervistato qui).

7)IL PORTIERE – Paolo Bastianello è un classe ’98 alla sua prima stagione da titolare tra i professionisti. Sarebbe bene ricordarlo, mentre lo giudichiamo dal divano. Dopo la scomparsa dai radar di Puggioni questo 22enne, arrivato sul fotofinish del mercato, si è ritrovato catapultato al centro di un progetto tecnico in crisi – per colpe decisamente non sue – con l’onere di tapparne le falle e limitare i danni. Si sa che gli errori di un portiere risaltano agli occhi molto più di quelli di un qualsiasi giocatore di movimento, ma sarebbe giusto evidenziare anche le cose buone, e ce ne sono. Altrimenti non vale.

Probabilmente a gennaio andrebbe affiancato a un portiere più esperto, da cui potrebbe imparare e con cui potrebbe alternarsi. Senza dimenticare che anche Bianchini meriterebbe una chance: purtroppo in porta ne gioca solo uno e non è facile prendere la decisione di definire una gerarchia.

8)L’AREZZO Spiace per il mister, ma ai punti l’Arezzo avrebbe meritato come minimo il pareggio. Poi il calcio non è la boxe e conta solo chi la butta dentro almeno una volta in più dell’avversario. Solo il doppio/triplo miracolo di Bastianello nell’occasione del palo-traversa-gol fantasma (vedi sopra) ha permesso alla Vis Pesaro di andare a riposo in parità. Non permettendo all’Arezzo di legittimare un vantaggio che sarebbe stato sacrosanto.

Come mai si è sofferto così tanto contro l’ultima in classifica? Ecco, perché l’Arezzo non è una squadra da ultimo posto in classifica. Non dovrebbe stare lì. Lo dimostra la carta, leggendo la rosa, e lo ha dimostrato ieri il campo. Questo dà ancora più valore a una vittoria fondamentale, ottenuta grazie al carattere di una Vis che, appena va sotto, tira fuori gli artigli (vedi sopra, pt.2).

Perché l’Arezzo ha perso? Perché non ha capitalizzato la grande mole di occasioni del primo tempo e ha smesso di giocare dopo l’1-2. Anche per merito della Vis Pesaro, che prima si è gettata in avanti e poi ha difeso con ordine (e qualche brivido) il nuovo vantaggio.

9)LA CLASSIFICA – Guai a guardare la classifica adesso! Però noi la guardiamo lo stesso:

La classifica del Girone B di Serie C (Carpi e Matelica hanno una partita in meno).

Vincendo a Fermo la Vis Pesaro andrebbe a mettere più di una partita (4 punti almeno) tra sé e la zona playout. È quella lì la luce che ha visto anche il presidente Bosco. Bisogna inseguirla, poi fermarsi, respirare. E riprogrammare tutto con più serenità a gennaio.

PS: abbiamo parlato poco della partita in sé. Se volete recuperarla, qui c’è la nostra diretta testuale.

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