Vis Pesaro, Borozan: “Serie B? Nessuno può vietarci di sognare”

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“Sono stato agente per 15 anni, arrivando a livelli importanti. Ma a un certo punto sentivo l’esigenza di misurarmi in un ruolo diverso. Oggi faccio tesoro di tutte le mie esperienze per lavorare al meglio per la Vis”. L’ambizione personale messa al servizio del collettivo. È quello che impone la poltrona – bollente per responsabilità e obiettivi -, sulla quale siede ormai da un paio d’anni Vlado Borozan. Cuore pulsante della dirigenza vissina, uomo-simbolo della ripartenza tra i professionisti della Vis Pesaro insieme al ds Claudio Crespini. Per il Direttore Generale biancorosso si è aperto un nuovo ciclo. Ai due anni di galleggiamento nella Serie C seguiranno stimoli più adrenalinici, traguardi più ambiziosi. Questa è la linea tracciata e battuta con insistenza da un paio di mesi a questa parte. E ribadita ulteriormente ai microfoni di TVRS ieri sera. Oggi la squadra tornerà in campo per il raduno pre-ritiro, 163 giorni dopo The Last Dance in quel di Fermo.

“La Vis vuole di più dopo due anni in cui abbiamo dichiarato di voler mantenere la categoria – ha esordito Borozan nel programma ‘Le Marche nel Pallone’ -. Con l’arrivo della nuova proprietà di Mauro Bosco abbiamo deciso di alzare l’asticella. Siamo umilmente ambiziosi, vogliamo far parte della colonna sinistra della classifica e portare la squadra dove non è mai stata in oltre 100 anni di storia. Serie B? Nessuno può vietarci di sognare. L’obiettivo è impegnativo, tutto deve filare alla perfezione. Ma se uno non si pone questi obiettivi non si può migliorare mai. Noi vogliamo provarci, poi vediamo come va”.

“SIAMO ORGOGLIOSI DEI RINNOVI. CON LA SAMP GRANDE RAPPORTO”

“Questa stagione stata un’altalena – prosegue il dg -. Abbiamo compiuto delle imprese come la vittoria a Cesena o con il Piacenza, a San Benedetto. A queste prestazioni di assoluto livello si sono alternate partite dove abbiamo perso punti. La squadra è stata costruita all’ultimo momento, eravamo consapevoli di questa mancanza. Non siamo riusciti a trovare continuità di risultati e per fortuna ci siamo salvati. È un anno che ci è servito per capire dove migliorarci e cosa fare per alzare l’asticella nel prossimo campionato”.

Come, per esempio, agire tempestivamente in sede di rinnovi e potenziare la partnership con la Sampdoria. Da ancora di salvezza a locomotiva per trainare la Vis Pesaro in zona playoff: “Ogni partnership ha una sua evoluzione. Le esigenze, sia della Samp che nostre, sono cambiate nel tempo. Abbiamo un grande rapporto e loro comprendono la nostra voglia di crescere e quello che gli abbiamo chiesto. Avere un massimo di 22 giocatori disponibili in rosa non ci permette di prendere scommesse, perciò gli abbiamo chiesto solo i giocatori migliori”.

Prestiti che faranno da contorno a uno scheletro già strutturato prima dell’inizio di luglio grazie alle conferme di Puggioni, Lelj, Gennari, Nava, Ejjaki, Lazzari, Pannitteri, De Feo e Marcheggiani. “Siamo orgogliosi di questi rinnovi. I ragazzi hanno dimostrato un grado di sensibilità, correttezza e personalità assoluti. Hanno capito quello che richiedeva il momento, senza pensare ai propri interessi personali, rivendendo i propri accordi al ribasso e firmando contratti pluriennali. Hanno compreso che la società è ambiziosa, vuole essere forte, e che per questo serviva fare un piccolo sacrificio economico oggi per poter crescere domani. De Feo e Marcheggiani avevano firmato già da diversi mesi. Il gruppo ha dimostrato di essere una famiglia e di fare il meglio per la Vis”.

MARCHI E PAOLI, ARRIVI E PARTENZE

Tra i rinnovi, però, non figura quello di Lorenzo Paoli. Capitano, secondo recordman di presenze nella storia della Vis, leader tecnico e carismatico. Dopo nove stagioni in biancorosso, alla ripresa odierna del Benelli Paoli non ci sarà. Da venti giorni il classe ’88 è un giocatore del Pineto: “Paoli è stato, è, e sarà sempre la bandiera della Vis. Noi abbiamo avuto con lui un grandissimo rapporto per questi anni a Pesaro. La sua cessione è arrivata dopo vari ragionamenti che abbiamo fatto ed è esclusivamente di natura tecnico-tattica. Non ci sono altre motivazioni. Poi purtroppo un divorzio del genere è sentito dalla tifoseria, ma ci siamo lasciati in buoni rapporti senza dare adito a troppe polemiche. Anche se erano inevitabili”.

A rinfrancare gli animi ci ha pensato il primo colpo a titolo definitivo del mercato. Ettore Marchi sarà la nuova punta di diamante dell’attacco della Vis Pesaro: “Era la nostra prima scelta – sottolinea Borozan -. Quello di Arma è stato più un nome uscito sui giornali, anche se nutriamo grande rispetto per questo giocatore che ci ha fatto male diverse volte. Marchi però è la soluzione perfetta”.

PROGETTO TECNICO: GALDERISI, CENTRO SPORTIVO E GIOVANILI

La conferma della guida tecnica, comunque, era fondamentale: “Con Galderisi è stato amore a prima vista. Ci siamo subito capiti, sia dal punto di vista umano che professionale. Il suo entusiasmo e la sua ambizione sono senza limiti, e lui crede che questa sia la situazione perfetta per fare qualcosa di importante. Non vediamo l’ora di ripartire con gli allenamenti. Ha un passato calcistico che aiuta molto, conosce la C, riesce a trasmettere alla squadra quello che vuole alla perfezione”.

Serve anche una grande società alle spalle: “Bosco è una persona di assoluto livello da tutti i punti di vista – dice Borozan -. Ha capito subito dal primo anno di presidenza sia le mancanze, sia quello che dovrà essere il progetto della Vis Pesaro. Il nuovo centro sportivo, per il quale i lavori inizieranno a dicembre, verrà inaugurato entro la prossima stagione. Costerà 4 milioni di euro e sarà interamente finanziato da lui. Finito quello lavoreremo per rendere il Benelli uno stadio all’inglese. Non è una cosa che si vede spesso, il presidente Bosco ha capito che infrastrutture e management sono fondamentali per avere un futuro di successo. La grande fortuna della Vis è che Bosco sia riuscito a dare continuità alla presidenza Ferri-Bizzocchi, un duo che ha fatto grandi cose riportando la società nel professionismo”. La Vis, quindi, si può dire in buone mani. Ora però serve coltivare il proprio futuro dalla base:

“Abbiamo rivoluzionato il settore giovanile. Quando per anni un progetto non dà risultati, allora va cambiato. Ora tratteremo la Berretti e l’U17 come la prima squadra, arriveranno giovani da fuori. Nel nuovo centro sportivo la Berretti vivrà assieme alla prima squadra, per capire che bisogna fare tanto per scavalcare quel muro e arrivare dall’altra parte. Ai giovani oggi spesso manca fame per raggiungere gli obiettivi, noi dobbiamo motivarli”.

I NUOVI REGOLAMENTI, SPORTIVI E SANITARI

Non ci dispiace il regolamento sugli under. La Serie C si deve dare una missione, e dobbiamo metterci in testa che i giovani devono giocare. Solo in Italia un 20 enne è considerato un giovane: per me è un giocatore fatto – prosegue Borozan -. Non ci sarà un peggioramento qualitativo. I club dovranno fare scouting per trovare i migliori, questo regolamento imporrà alla categoria di migliorarsi sul piano manageriale. Per poter centrare il minutaggio ma anche i risultati. Mi aspetto anche una riforma dei campionati, se ne parlerà forse il prossimo mese, su una C2 o B d’élite. Queste riforme non possono comunque essere slegate dal regolamento sui giovani. Dobbiamo accettare questa sfida”.

Un’altra sfida (quasi impossibile da sostenere nel lungo periodo) è quella relativa ai protocolli sanitari. La Vis Pesaro si farà trovare pronta, ma i costi sono proibitivi: “Quello dei protocolli sanitari è un problema enorme. Per fare i tamponi ogni 4 giorni e il sierologico ogni 14 spenderemo 30 mila euro al mese. Alla lunga è impossibile reggere, specialmente per le realtà dilettantistiche. Le stesse società di Lega Pro sono appesantite dalla mancanza di sponsor e da tanti fattori economici a sfavore, questo potrebbe essere il colpo di grazia che andrebbe a provocare la morte di diverse realtà”.

Infine, il dg Borozan ha detto la sua in merito alla possibile riapertura degli stadi: “Ora che ci siamo abituati a vederli vuoti, anche pensare di avere 100 persone sembra un miraggio (ride, ndr). Sarebbe bello poter permettere agli abbonati di venire. Vedere gli stadi vuoti è desolante, l’emozione è la cosa che ci appassiona e quell’emozione ce la dà il tifoso. Speriamo di poter vedere presto gli impianti pieni”.

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