Vis Pesaro, Cangini e Sandreani: “Crescita dei giovani, mentalità e risultati”

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Conferenza Cangini e Sandreani
La conferenza di presentazione di Sandro Cangini e Alessandro Sandreani.

Giornata di presentazioni e volti nuovi, o quasi, in casa Vis Pesaro. Perché la società ha deciso di non perdere tempo, entrando ufficialmente nel suo 2020/21 con la prima conferenza stampa della nuova stagione. Sandro Cangini da un lato, Alessandro Sandreani dall’altro. Da questa sera – dopo l’annuncio arrivato il 30 giugno – i due inizieranno a lavorare rispettivamente come responsabile del settore giovanile e allenatore della formazione Berretti.

“Abbiamo fame”, sono le parole del dg Vlado Borozan all’apertura della conferenza. La sintesi perfetta del nuovo progetto vissino. C’è voglia di accorciare i tempi e accrescere la dimensione della Vis Pesaro, partendo proprio dalle giovanili: “Vogliamo fare un salto di qualità, ma ci siamo resi conto di non avere molto tempo – continua Borozan -. Ci dedicheremo quindi alla Primavera Under 19 e alla selezione Allievi, Under 17. C’è un grande divario tra quello che era il settore giovanile e le esigenze della prima squadra. Abbiamo lavorato in questo senso allargando la nostra area scouting”.

In sintesi, le ultime due selezioni giovanili biancorosse saranno quelle che dovranno avere respiro nazionale. Questo grazie “al nuovo centro sportivo e alla Foresteria che creeranno questi presupposti”. Anche se, ammette il dg, “contiamo in 3-4 mesi di poter iniziare i lavori per il centro sportivo. Per l’estate del prossimo anno dovremmo avere la struttura pronta”. Fino al 2021 sarà dunque difficile operare al di fuori del territorio provinciale.

APPLAUSI E “BENTORNATO” A CANGINI, ANCHE SE “IL PASSATO NON CONTA”

La parola, dopo un’altra breve introduzione del ds Crespini (“Entrambi hanno la duttilità di segnalare e sviluppare giocatori per la Vis del domani”) passa dunque a Sandro Cangini. Applaudito ed “emozionato” per il ritorno a Pesaro dopo oltre 30 anni: “Sarei tornato anche per disegnare le righe del campo – sdrammatizza –, ma il passato non conta.”. Il nuovo responsabile del settore giovanile avrà tra le mani l’arduo compito di potenziare in breve tempo le fila del vivaio vissino: “Coi giovani non si deve parlare di risultati, ma la qualità richiama i risultati e viceversa. Se sei ultimo in classifica non puoi avere qualità, né puoi permetterti di far esordire i ragazzi della Primavera. Non ricordo un giocatore del vivaio della Vis arrivato a grandi livelli negli ultimi anni“. 

La Vis Pesaro si prepara dunque a un’inversione di rotta rispetto al proprio recente passato. Non sarà semplice ricostruire, ammette Cangini, per questo si partirà dalle fondamenta. Il territorio è la base: un ragazzo di Pesaro non deve andare al Cesena, l’ex Rimini dovrà rimboccarsi le maniche: “Il Covid non ha permesso a chi fa il mio lavoro di osservare i giovani negli ultimi 4-5 mesi. Quindi non siamo avanti dal punto di vista della ricerca, dovremo essere bravi a trovare dei ragazzi che vengano a integrare quelli che già ci sono”.

COSTRUZIONE DEI GIOVANI E RICERCA DEL RISULTATO

Il mantra è chiaro: la società ha voglia di avvicinarsi il prima possibile alla Serie B anche dal punto di vista del vivaio. Ecco perché i tempi si accorciano (“2-3 stagioni per dare linfa alla prima squadra”, dice Crespini) e, di conseguenza, la pressione sale. “Uno degli obiettivi della Berretti sarà anche adattarsi alla pressione del risultato – conferma Sandreani -. Non esiste solo la crescita del giocatore, la ricerca del risultato è un aspetto importante che va cercato. I ragazzi che rimarranno verranno integrati da quelli che arriveranno tramite scouting, e dovranno avere la testa giusta per adattarsi a una struttura e a un metodo diversi”.

Nonostante la giovane età, Sandreani ha dalla sua l’ottima esperienza con i giovani a Gubbio. Allevati da tecnico dell’Under 19 e poi resi pianta stabile dei rossoblu da allenatore della prima squadra: “Devo mentalizzare i giovani alla prima squadra, a Gubbio siamo riusciti a portare 6-7 ragazzi tra i professionisti. È stato un lavoro che ha richiesto 2-3 anni. Sono molto motivato, e sarò molto esigente”. Anche dal punto di vista del ‘cuore’: “Sono reduce da 16 anni consecutivi in una società. Posso trasmettere senso di appartenenza. Il 2020/21 è appena iniziato, e la Vis Pesaro sta iniziando a scoprire le proprie carte.

 

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