Vis Pesaro, Crespini a fine mercato: “Obiettivo playoff con una politica under”

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Crespini
Il direttore sportivo della Vis Pesaro, Claudio Crespini

Si è conclusa la sessione estiva di calciomercato. Ieri sera, alle ore 20, all’Hotel Melià di Milano il gong finale. Presente nel capoluogo lombardo anche la Vis Pesaro, con il suo direttore sportivo Claudio Crespini. Proprio il diesse urbinate ha cercato fino all’ultimo di piazzare il terzino destro classe 1998, Lorenzo Adorni. Già da tempo fuori rosa e sulla lista delle uscite. Nulla di fatto quindi al gong finale, dopo la cessione di Diego Stramaccioni alla Juventus, e il conseguente prestito alla Vis Pesaro, i biancorossi avevano finito i posti in prestito a disposizione. Saltata per questo motivo la trattativa con Semeraro dell’Ascoli, finito poi alla Cavese. Era stato proposto anche un ritorno di Carlo Romei dalla Sampdoria, poi dirottato in direzione Potenza proprio dai blucerchiati.

Oltre a questi due nomi si è trattato con la Lazio anche per il centrocampista classe 2000, Alessio Bianchi, poi spedito dai biancocelesti alla Salernitana. Sempre dello stesso patron Lotito. Una sessione con grande pretese quella dei biancorossi, che hanno speso e tanto rispetto alle passate stagioni. Ingaggiando under con stipendi da over, puntando su una politica di valorizzazione. Di questo ci ha parlato il diesse della Vis Pesaro, Claudio Crespini, intercettato telefonicamente sul treno di ritorno per Pesaro, dopo la due giorni a Milano.

Le parole del diesse Crespini, linea green con obiettivo “la parte sinistra della classifica”

Valorizzare. Questa la parola chiave di Crespini. Che sia sul campo, tramite i risultati, che fuori. Crescita. Nella qualità, nei risultati ma anche nelle infrastrutture. “La mancata uscita di Adorni non ci ha precluso nulla. Non è in lista e lavoreremo per una sistemazione in Serie D. Dopo il prestito di Stramaccioni dalla Juve avevamo finito gli slot a disposizione, per questo motivo non è arrivato Semeraro. Era un giocatore che volevamo, perché poteva essere una soluzione under oltre a Tessiore per la fascia sinistra. Ce ne hanno proposti 20 ieri, ma piuttosto che prendere a caso abbiamo preferito rimanere così. Se ci saranno delle esigenze dettate dal campionato abbiamo comunque due posti liberi per gli svincolati“.

La nostra politica è fondata sugli under. Vogliamo una squadra che possa crescere insieme alla società. La Vis Pesaro deve crescere, e lo farà, anche sotto forma di impiantistica. Con foresteria e campi di allenamento. Dobbiamo far giocare i giovani di qualità che abbiamo, lavorando in prospettiva. Cercando di raggiungere l’obiettivo che è quello di finire nella parte sinistra della classifica“.

L’operazione insperata? Quella più difficile? Così risponde il diesse urbinate: “Su Pezzi ci sono state molte squadre fino all’ultimo, Brignani non è stato un affare semplice. Il ragazzo voleva la Serie B,  ma devo dire che anche grazie agli ottimi rapporti tra Vlado Borozan e il diesse Sabbatini del Bolgona alla fine ce l’abbiamo fatta”.

Un punto anche sulle cessioni, con annesse plusvalenze e affari con società come Juventus e Reggiana. “Mi era capitato soltanto un’altra volta -ricorda Crespini- di fare un’operazione con la Juve. Era il 99/00 e da Rimini vendemmo Matteo Brighi alla Roma per 3 miliardi. Questi affari sono merito anche di Mauro Bosco, che con la forza societaria che ha messo a disposizione, ci ha permesse di trattare su Voltan alle nostre condizioni. Non avevamo fretta di venderlo anche se era in scadenza nel 2021. Alla fine siamo stati tutti soddisfatti. Su Stramaccioni dico solo che è il primo frutto di un lavoro iniziato con Sandreani e Cangini, due profili di assoluto spessore nel mondo del calcio“.

Infine un commento sulle prime due uscite della Vis Pesaro di mister Galderisi. “Va fatto tutto per gradi. Io ho visto una squadra che si è presentata a Modena, contro una big, ed ha sempre cercato di fare la partita. Siamo stati anche sfortunati, fino ad ora soltanto la classifica non sta pagando quello che la squadra propone in campo. Abbiamo intrapreso una giusta strada“.

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