Vis Pesaro-Fano a porte chiuse. La società: “No a questa soluzione”

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Lega Pro
I giocatori della Vis Pesaro al termine della battaglia del Benelli. 1-1 contro il Vicenza

Porte chiuse o rinvio. Vis Pesaro-Fano è a un bivio. Il motivo è presto spiegato: nel pomeriggio di oggi il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha emanato l’atteso decreto per contenere la diffusione di Covid-19. Tra i luoghi presi in considerazione, anche la provincia di Pesaro-Urbino. Proprio al punto 1 dell’articolo 2 si legge: “sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 del presente decreto“. Allenamenti sì (senza pubblico), gare ufficiali autorizzate purché si svolgano a porte chiuse. Tradotto: derby senza pubblico o rinviato a data da destinarsi, a ingolfare ulteriormente un calendario già di per sé fittissimo.

LA SOCIETÀ: “L’ORIENTAMENTO È DI NON VOLER GIOCARE A PORTE CHIUSE”

Tanti i soggetti in gioco a rimetterci: società, atleti, tifosi. Per questo la società di via Simoncelli, pur aspettando comunicazioni ufficiali dalla Lega Pro, sarebbe orientata a rifiutare le porte chiuse: impensabile giocare il derby senza pubblico. I motivi in questo senso si sprecano. Per l’immagine e per le casse che nella Serie C praticamente priva di diritti tv hanno nell’incasso domenicale un volano fondamentale. “L’orientamento della società è quello di non voler giocare a porte chiuse. Noi pretendiamo di essere tutelati“, afferma con non poca amarezza il dg Vlado Borozan. Che poi prosegue: “Non è questo il modo di lavorare. Ora ragioniamo a vista“. Per questo, ragionevole sarebbe un rinvio della gara, non appena terminata l’efficacia del decreto, fissata per l’8 marzo.

Si potrebbe giocare anche come posticipo di lunedì 9 marzo a porte aperte, a decreto terminato. Ma essendo un derby ci sarebbe l’ulteriore complicazione per la sicurezza e l’ordine di una manifestazione pubblica giocata in un giorno lavorativo. La Serie C nelle prossime ore valuterà la questione in tutte le sue accezioni, considerando che anche le sfide Modena-Carpi, Piacenza-Feralpisalò, Ravenna-Virtus Verona, Vicenza-Arzignano Valchiampo, Imolese-Gubbio e Rimini-Reggiana vivono la stessa situazione, visto che Veneto ed Emilia Romagna (con la Lombardia) sono le regioni ad hoc del decreto.

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