Vis Pesaro, i secondi ’50: l’epopea della scalata in Serie C

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Vis Pesaro-Victoria Pesaro (3-1), stagione 1956/1957. crediti: 100 anni di Vis

LEGGENDA BIANCOROSSA, QUARTO CAPITOLO (1955-1959)

Quella che vive la seconda metà degli anni 50 è una Vis Pesaro in totale ascesa. Come d’altronde anche la stessa città, ritornata ormai da un decennio alla convivialità ed alla bella vita ante guerra. Pesaro è fiorente, e lo sarà ancora negli anni a venire. Si racconta, nelle cronache cittadine di quel tempo, anche di una visita del leggendario ciclista Fausto Coppi, accompagnato dalla sua Dama bianca.  Il calcio di casa nostra, nelle mani del presidentissimo Bolelli, vuole ritagliarsi uno spazio sempre più importante. Il basket sta prendendo sempre più piede ed i pallonari vogliono tornare il prima possibile nel girone del professionismo. Per farlo serviranno anni, ma i biancorossi ci riusciranno prima del 1960. In quella che è stata una scalata storica, un’epopea che vi raccontiamo nel quarto capitolo di Leggenda Biancorossa.

L’era Carlo Barbieri, allenatore e goleador a 33 anni

Quello 55/56 è stato definito, da molti che lo hanno vissuto e poi raccontato, come uno dei più bei campionati della Vis Pesaro. Non tanto per la categoria, che era la Promozione regionale, quanto per il fascino di certi derby e per come poi si è sviluppata la stagione. Un tentativo di azzannare la classifica che non è riuscito fino in fondo, ma la Vis Pesaro era tornata a fare la voce grossa tra le squadre marchigiane. Un triello, con Alma Juventus Fano e Del Duca Ascoli, che alla fine vide gli uomini di Barbieri arrivare terzi con 49 punti, cedendo il primato al Fano (52), mentre il Del Duca si posizionò secondo (51). Il presidente Bolelli, uomo dai modi non troppo permissivi, scelse per la panchina un arcigno e deciso giocatore da Modena. Famoso per il suo carisma, ma anche per le tante reti messe a segno in carriera. A 33 anni Carlo Barbieri, tornante offensivo, guidò un primo assalto al professionismo, ma non dalla panchina. Nel suo ruolo di allenatore-giocatore si schierò 32 volte in campo (su 34 partite totali) collezionando 14 gol. Gli stessi della punta Graziosi (14), inferiori però a quelli messi a segno da bomber Manzino (20).

Nel 56/57 il primo storico derby contro la Victoria Pesaro

Ancora Bolelli, ancora Barberi. Presidente e allenatore-giocatore non cambiano, ma la promozione regionale offrì diverse novità. In primis quella della partecipazione della Victoria Pesaro, squadra non troppo fortunata che retrocedette già in questa stagione sportiva, con 17 punti al pari del Fabriano. Retrocedette soltanto virtualmente, perché le ultime due della classe, Victoria e Fabriano appunto, vennero poi ripescate. Vis che si dovette accontentare ancora di un terzo posto, con 43 punti, alle spalle di Portocivitanova (45) e Del Duca Ascoli (52), che vinse il campionato e fu promosso in quarta serie. Vis che fece tanto mercato, via bomber Manzino, rimasero però sia Graziosi (11 gol) che Barbieri (7 reti a 34 anni). Arrivarono nella città di Rossini anche gli attaccanti Botton (11 gol), Pengo (9) e Alvioni (7). I due derby contro il Victoria finirono entrambi con due vittorie della Vis, la prima per 3-1 e la seconda per 0-2. I tifosi avevano già assaggiato due terzi posti, adesso veniva il momento di fare davvero sul serio.

Il ritorno di Corsi, boom economico e promozione in Interregionale

Nel 1957 l’Italia aderisce alla Comunità Economica Europea, il PIL nazionale cresce a due cifre. Pesaro è una città ridente, nel pieno della sua espansione economico-sociale. Il presidentissimo Bolelli per il definitivo assalto alla “nuova” Interregionale decide di richiamare in panchina Giordano Corsi. Ve lo ricordate? Corsi fu il protagonista di gran parte degli anni quaranta della Vis Pesaro, come vi avevamo raccontato nel secondo capitolo di Leggenda Biancorossa. L’esperienza in panchina di Corsi durò fino alla ventesima giornata, per concludere il campionato venne scelto Volturno Diotallevi, anche lui un giocatore in quella stagione con 7 presenze nel 57/58. La Vis Pesaro, guidata dalle reti di Botton (12), Comizzi (11), Sabbatini (10) e Nasini (10), si classificò al secondo posto con 45 punti dietro alla Maceratese (47). Diversi fallimenti in Interregionale concessero ai biancorossi la prima promozione, tramite ripescaggio, dell’era Bolelli. E il meglio doveva ancora arrivare.

Finalmente la Serie C, Vis Pesaro che trionfa in un campionato di lusso

L’Interregionale fu soltanto un campionato di passaggio. Perché i biancorossi si imposero al primo posto, al primo anno di partecipazione. Adelmo Bolelli aveva finalmente coronato il sogno di qualsiasi presidente, portare la propria creatura nel calcio che conta. La Serie C. Il campionato vedeva come avversarie squadre che ancora oggi battagliano in campo contro la Vis. Cesena, Rimini, Fano e Carpi per fare qualche nome. In panchina durò fino alla quinta giornata Mario Mosconi, che fu rimpiazzato anche questa volta da un altro allenatore-giocatore. Adriano Zecca, che mise a segno anche 5 reti e guidò la Vis Pesaro verso una storia promozione. Memorabili le vittorie su Cesena (3-2), Fano (2-1), Rimini (2-0) e Carpi (3-1). Quella era una squadra di invincibili che persero soltanto quando non contava più, a fine stagione, dopo aver fatto il vuoto dietro. I 47 punti totali bastarono ed avanzarono, il Rimini che arrivò secondo ne collezionò 41. La Vis Pesaro ce l’aveva fatta, la Serie C era realtà. Gli anni ’60 saranno il continuo di questa storia d’amore tra una città ed i suoi colori.

 

FONTE: 100 ANNI DI VIS 

 

 

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