Vis Pesaro, intervista esclusiva con Álex Pastor

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Álex Pastor in maglia Vis Pesaro. Il giocatore è in prestito dalla Sampdoria

Álex Pastor, nato a Barcelona in Cataluña, il primo ottobre 1999. Alla prima esperienza tra i grandi, arrivato in prestito dalla Sampdoria, il giocatore si sta ritagliando spazio nella difesa biancorossa, la meno battuta del campionato. Con 19 presenze di cui 17 da titolare lo spagnolo ha trovato buona continuità. Ma tornando indietro, lo scorso luglio durante il ritiro della squadra a Cantiano, Carayol – suo secondo cognome – già impressionava per la sua sicurezza palla al piede, tecnica, testa alta e bravura nel marcare. Durante una bevuta e qualche aceitunas (olive), Álex ha parlato di calcio, vita, Spagna e futuro.

Álex 19 partite in maglia Vis Pesaro, cosa rappresenta per te questa esperienza?Sono in un gruppo fantastico. Dico gruppo prima di squadra perché abbiamo un grande legame, dall’allenamento alla cena, condividiamo ogni cosa. Vivere in questo ambiente mi rende tutto più semplice. Allenarsi con giocatori come Lazzari e avere compagni di reparto del calibro di Briganti e Gennari aiuta, sia a giocare che a fare meglio.

Dopo 16 partite da titolare le ultime due non sei sceso in campo… e ora l’Imolese Scelte dal mister, io sono sempre a disposizione e do il massimo per scendere tra i primi 11. Forse ero un po’ stanco dalle tante partite ravvicinate e Colucci lo ha notato. Spero di poter tornare titolare con l’Imolese. Sarà una sfida complicatissima, giocano con un 4-4-2, bravi tecnicamente e ben messi in campo. De Marchi è un avversario tosto. Nel girone d’andata non pensavo mai a chi dovevo marcare, ora sono entrato nella mentalità italiana, si guarda sempre tutto nei particolari.

Ecco, Leonardo Colucci, come ti trovi con lui? Grande allenatore, è preparatissimo in ogni cosa. Il martedì lavoriamo a livello atletico e per tutta la settimana curiamo ogni piccola cosa a livello tattico. Alla Sampdoria nel settore giovanile mi ero trovato molto bene con Claudio Bellucci, ora all’Albissola (Serie C, girone A). Si assomigliano anche esteticamente (ride, ndr).

Il difensore spagnolo in azione a Gubbio (crediti foto Vis Pesaro 1898)

Capitolo Sampdoria: cosa hai vissuto nel crescere calcisticamente in un paese e in una città diversa dalla tua nascita e cosa ti aspetti dai blucerchiati terminata la stagione? Ho fatto i primi passi nel settore giovanile del Cornellà – squadra di Segunda B, nostra serie C -, poi a 14 anni ho lasciato la scuola senza fare il bachillerato – grado secondario spagnolo – e sono venuto in Italia per fare un provino alla Sampdoria con Baldé. Giocavamo insieme nell’Espanyol – seconda squadra di Barcelona – e lasciare la Spagna e la famiglia a quell’età fu molto difficile. Ho iniziato così a vivere di calcio, studiando l’italiano – parla un italiano perfetto – e vivendo a due minuti a piedi dal centro sportivo di Genova. Una meraviglia. Sono giovane, ancora ho tanto da migliorare.

Alla Samp ti sei anche allenato in prima squadra, giocatori che ti impressionarono di più? L’anno scorso quando mancava un difensore Giampaolo mi chiamava sempre. Marcavo giocatori del calibro di Ramirez e Quagliarella. In difesa tecnicamente mi impressionò tantissimo Gian Marco Ferrari – ora al Sassuolo – e lì a centrocampo Lucas Torreira, classe ’96 ora all’Arsenal, un animale, completo, intelligente, veramente fortissimo.

Parlando di tattica, alla Vis Pesaro come ti trovi nella difesa a 3 e come esterni di centrocampo davanti a te si sono alternati Petrucci e Hadziosmanovic, cosa ne pensi? Hadziosmanovic è molto bravo a livello di corsa e falcata, nascendo come centrocampista so di essere più coperto nelle diagonali. Andrea Petrucci però mi dà maggior certezze in attacco, difficilmente perde palla, quindi mi posso proporre più avanti per giocare la palla, cosa che amo. Nei settori giovanili qualche volta sono stato impiegato come mediano.

Giocatori più forti che hai affrontato in questa serie C? Giacomelli del Vicenza è quello che mi ha messo più in difficoltà. Rapido, deciso, ogni volta che prende palla prova il dribbling, giocata che spesso in Italia non si fa. Meglio giocarla all’indietro. La soddisfazione più grande è stata marcare Marilungo a Terni. Ho disputato una buonissima gara e abbiamo vinto una partita incredibile, il tutto davanti alla mia famiglia venuta dalla Spagna per visitarmi. Hanno passato un giorno a Roma e poi sono venuti da me, che gioia!

Classe ’99, 19 presenze in campionato (crediti foto Vis Pesaro 1898)

Ecco, parliamo ora di Spagna. Come vedi il calcio della penisola iberica? Tifo Siviglia, ho origini andaluse (Andalucía) visto che i miei nonni sono di Sevilla e Huéscar, paesino vicino Granada. La mia famiglia però risiede a Cornellà, quartiere di Barcelona. Ho un fratello di 15 e una sorella di 21 anni. Il calcio spagnolo è rapido, la palla scorre e viene calciata più forte, i campi sono spesso più belli, ma qui in Italia il livello è più alto, più tattica, si gioca su campi difficili, davanti a tanti tifosi. Qua si respira calcio, giro per strada e sento tante volte la parola Vis. Il mio idolo è però Sergio Ramos, in Spagna poi mi piacciono Piqué e Marc Bartra del Real Betis.

Differenze politiche e sociali le hai notate qui in Italia dal tuo paese nativo? (il 28 aprile la Spagna andrà al voto anticipato dopo l’annuncio dell’attuale presidente del consiglio Pedro Sánchez) La politica è un tema che non mi interessa. L’avvento di Vox – estrema destra spagnola che ha guadagnato 13 seggi in Andalucía – è una cosa molto strana, ma non penso avrà seguito nazionale. Riguardo l’indipendentismo catalano è una scelta loro, a me non interessa. Stessa cosa per la politica italiana, quando sono in casa vivo di fútbol. Ho messo da poco tempo anche la tv spagnola, così seguo beIN Sports e GOL. Forse i più differenti sono i baschi, con una propria lingua e uno stile di vita più freddo, meno spagnolo.

Cosa ti aspetti nel futuro da giocatore? Come progetto a breve termine, vorrei i playoff in maglia biancorossa. Con questi giocatori in rosa si possono raggiungere. Se avrò tempo libero in estate – cosa difficile visto il ritiro – vorrei viaggiare per la Spagna che ancora non la conosco bene a livello di paesaggi.

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