Marco Briganti si racconta: “Il mio desiderio è di rimanere a Pesaro. Colucci ha portato concetti importanti”

Il difensore biancorosso si confessa nell'edizione odierna del Corriere Adriatico. Miglior difesa del campionato, mister Colucci e possibile permanenza a Pesaro i temi dell'intervista.

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Il difensore della Vis Pesaro Marco Briganti
Il difensore biancorosso Marco Briganti (crediti: Vis Pesaro 1898)

37 anni. Il quarto giocatore più impiegato in campionato da mister Colucci (davanti a lui Gennari, Tomei e Paoli). Marco Briganti, difensore di lungo corso, si racconta sulle colonne dell’edizione odierna del Corriere Adriatico. Vi proponiamo l’intervista integrale.

 

Briganti, 37 anni appena compiuti e non sentirli. Qual è il segreto di una costanza di rendimento così spiccata?

<Penso che sia il frutto di una somma tra mentalità e modo di allenarsi. Ogni giorno provo a spingermi al massimo, reputo che ciò possa portare a dei risultati importanti in fatto di tenuta atletica. Ho sempre cercato di avere il fisico per competere con quei ragazzetti rampanti che cercano di “rubarti” il posto>.

La Vis Pesaro si è distinta come la miglior difesa del girone B, con 31 reti subite. Col senno di poi, la chiave di volta per la salvezza.

<Se andiamo a vedere il girone di ritorno, è evidente che abbiamo avuto difficoltà a proporci sul fronte offensivo. La compattezza di squadra e il modo di lavorare hanno fatto la differenza. Poi nei momenti di difficoltà ci siamo aggrappati proprio alla caratteristica della solidità difensiva>.

Eppure questo lavoro parte da lontano, alle pendici del Catria. Quanto è stato determinante il lavoro impostato da Colucci?

<Colucci ha portato concetti importanti, noi siamo stati bravi ad assimilarli e a metterli in pratica. Le idee in generale non bastano: bisogna farle comprendere. Come squadra ci siamo impegnati al massimo>.

Vis Pesaro, Marco Briganti a colloquio col direttore di gara in occasione del match vinto con la Fermana
Marco Briganti a colloquio col direttore di gara durante Vis Pesaro-Fermana del 25 novembre scorso (crediti: Vis Pesaro 1898)

Duttilità e crescita dei giovani sono due aspetti spesso coltivati dal collettivo nell’arco della stagione. Si ritrova in questa considerazione?

<Spero che il lavoro mio e dei compagni più grandi sia stato importante. La crescita di giovani come Pastor era uno dei nostri obiettivi, ognuno ha portato ciò che poteva dare. I giovani dal canto loro hanno portato freschezza, noi invece avendo giocato qualche partita in più abbiamo potuto dare una lettura più esperta delle cose>.

Dalla vostra parte avete avuto un “libero coi guanti” quale è Tomei

<Matteo è stato molto importante per noi. Se qualcuno manca nell’idea di solito rischia di far saltare il banco e lui in questo senso ci ha dato una grande mano. Di solito tenevamo una difesa alta con dello spazio per attaccare alle nostre spalle e Tomei è stato bravo a contribuire alla causa, stando magari anche qualche metro fuori dalla porta. Tanto ci ha aiutato anche in fase di possesso>.

Qual è stato l’attaccante più insidioso con cui ha avuto a che fare nell’arco della stagione?

<Mi è piaciuto molto Guerra del Vicenza: un elemento sempre attento, con lui non puoi mai permetterti dei cali. Anche Ferrante del Fano mi ha impressionato, così come Rocco della Giana Erminio. L’andamento del girone in generale ha mostrato equilibrio, sul piano emotivo è stata un’annata molto intensa>.

Capitolo futuro: ci sono spiragli per la permanenza a Pesaro di Marco Briganti?

<Ancora a dirla tutta non lo so. Se dovessi continuare, lo farei a Pesaro, anche per via di una certa vicinanza a casa. La priorità ora come ora la do alla famiglia, non me la sentirei di andare lontano. Qui mi sono trovato bene, il mio desiderio è quello di rimanere. Vedremo cosa deciderà la società>.

 

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