Vis Pesaro, Paoli: “Allenarsi ti fa staccare da questa situazione”

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Lorenzo Paoli, il capitano della Vis Pesaro

Il calcio ai tempi del Coronavirus. “Una situazione senza precedenti” anche secondo il capitano della Vis Pesaro, Lorenzo Paoli, che ha raccontato in esclusiva a SoloVisPesaro il momento che sta attraversando la squadra biancorossa. Tra lo stop forzato dal campo, l’incertezza per l’evolversi del campionato di Serie C e le varie situazioni personali dei giocatori che compongono la rosa della Vis Pesaro. Dove c’è grande attenzione e prevenzione. Da ieri è finito il processo di sanificazione di tutti gli ambienti legati al mondo Vis, durato due giorni, voluto dalla società per evitare di correre il minimo rischio di contagio.

LE PAROLE DEL CAPITANO

Tutto parte dalla cura dei particolari, come ha raccontato lo stesso Paoli: “È fondamentale curare ogni aspetto, come l’uso di bottigliette personalizzate per dissetarsi, oppure evitare la classica pacca sulla spalla che è una prassi di ogni spogliatoio. Cerchiamo di limitare i contatti tra di noi. C’è preoccupazione per la situazione che tutti stiamo vivendo, per questo stiamo cercando tutti di limitare le uscite superflue“.

Giorni difficili per tutti i biancorossi, a cui si è aggiunta la notizia che nessuno avrebbe mai voluto scrivere. Uno dei più grandi, se non il più grande tifoso non c’è più. Alberto Ghiandoni si è spento l’altro ieri a 86 anni, e anche il capitano ha voluto omaggiarlo con un ricordo: “Volevo fare le condoglianze alla famiglia, dispiace veramente tanto aver perso uno come lui, un grande vissino amato da tutti”.

Ma la Vis Pesaro non si ferma e continua a sudare in campo. In attesa della prima partita ufficiale, “allenandoci riusciamo a staccare con il cervello da questo virus“, quando si è in quel magico rettangolo verde ogni pensiero è rivolto al pallone. “Non penso soltanto per me, ho degli anziani in famiglia – conclude Paoli – e anche una bambina appena nata. Sono vicino anche a tanti ragazzi che formano il nostro gruppo, che sono costretti a vivere questa emergenza da soli e lontani dai propri affetti. L’essere una squadra ci unisce e ci dà forza a vicenda“.

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