Vis Pesaro, Puggioni: “Giusto fermare tutto, priorità alla sanità”

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Christian Puggioni (crediti foto Vis Pesaro 1898)

Oggi in esclusiva per “il Resto del Carlino-Pesaro” è comparsa un’intervista al numero 31 biancorosso, Christian Puggioni, arrivato alla Vis Pesaro a dicembre e da subito protagonista in campo. Ma Puggioni è un esempio anche fuori dai pali, di seguito vi riportiamo l’intervista integrale.

Le parole del portierone biancorosso al Carlino

Tra solidarietà e responsabilità. La quarantena di Christian Puggioni, portiere della Vis Pesaro, è fatta di momenti insieme ai suoi cari e pensieri per chi in questi giorni sta lottando per salvare vite. Con il calcio giocato che inevitabilmente viene messo in secondo piano, “giusto fermare tutto” secondo il calciatore genovese. “Vivo questi giorni con la mia famiglia, ma ho anche io dei parenti che sono anziani da proteggere. E per farlo occorre evitare ogni tipo di contatto, ho detto ai miei genitori di chiudersi in casa”.

Ascoltare le linee guida di chi in questo momento è al timone della nazione: “Probabilmente è vero che chi è giovane e in salute corre meno rischi, ma ce n’è uno che non è da sottovalutare. Quello di poter diventare il carnefice di chi vuoi bene anche soltanto con un abbraccio. Occorre limitare al massimo il contagio anche per la situazione che stanno vivendo adesso gli ospedali”.

In attesa di potersi rimettere quei guanti e difendere sempre la stessa maledetta porta, perché il calcio è spettacolo che però in queste condizioni non può andare avanti: “La priorità va data alla sanità, senza dubbio. Quando il tuo governo ti dice di mantenere le distanze di sicurezza tu con il calcio non puoi continuare a fare quello che facevi prima. E’ uno sport che si basa sul contatto fisico, in questa situazione sarebbe un controsenso. Quando ci saranno le condizioni noi calciatori saremo i primi a voler riportare lo spettacolo nelle case degli italiani”.

LE DONAZIONI ALL’OSPEDALE DI GENOVA E A QUELLO DI PESARO

Responsabilità che in molti casi va in coppia con la solidarietà, messa in campo dalla Vis Pesaro per aiutare Marche Nord, ma anche personalmente dallo stesso Puggioni che svela anche un aneddoto: “Quando è nato il mio primo figlio non ho chiesto regali per il battesimo ma una donazione che poi ho destinato, insieme ad una cifra donata da me e la mia famiglia, al reparto pediatria dell’ospedale di Vicenza. E’ stata messa anche una targhetta con scritto ‘nel bambino di oggi risiede l’uomo di domani’. Per il secondogenito invece non avevamo trovato il progetto giusto, e questa cosa mi era rimasta. La situazione di emergenza mi ha spinto a fare una donazione personale sia all’ospedale San Martino di Genova che al San Salvatore di Pesaro. Una è casa mia, l’altro il mio luogo di lavoro che mi ha accolto al meglio. In più tra noi giocatori della Vis, coordinati con la società, abbiamo deciso di mettere insieme una somma che verrà destinata sempre al San Salvatore”. Responsabilità e solidarietà, perché quella maledetta porta tornerà presto ad essere difesa da uno dei più grandi portieri della storia biancorossa.

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