Vis Pesaro, col Padova si inaugura un trittico bestiale: ora serve ripartire

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Vis Pesaro
La squadra sotto la curva Prato (crediti foto Filippo Baioni)

Un passo falso per riflettere e ripartire. Quella pillola chiamata “sconfitta” che, se indorata con le giuste misure, può alimentare il fuoco della rivalsa. In estrema sintesi, ciò che è chiamata a fare la Vis Pesaro di Pavan. A partire dai singoli: under, senatori ed elementi tra la fine dell’adolescenza e gli “-enta”. E poi lo staff tecnico, col tecnico di Latisana in formato timoniere. Sono passate quattro giornate e la sensazione è che lottare col coltello tra i denti sia l’unica soluzione possibile. Per ogni obiettivo concepibile. Che sia la salvezza (magari anticipata) o qualcosa in più, solo il naturale dispiegarsi degli eventi potrà fornire indicazioni ben precise. Una consapevolezza che la tifoseria biancorossa ha ben in testa. Nella sua globalità. Sì, perché anche a Ravenna non è mancato il sostegno di chi ama la maglia vissina. L’ha amata e la amerà sempre. Al di là di una sconfitta di misura e per di più fisiologica nel percorso di un collettivo giovane. Quello che il menù propone ora è un tris di pietanze da accostare alla bocca con estrema attenzione. Padova (casa), Vicenza (trasferta) e Triestina (casa) possono risultare indigeste. Il pericolo è dietro l’angolo e per questo, almeno nelle due sfide casalinghe, servirà un “Tonino Benelli” stracolmo: il calore combinato di tribuna e Prato si è spesso rivelato dodicesimo uomo in campo. Cosa di cui i ragazzi hanno quanto mai bisogno. Sosteniamoli.

 

 

L’ARBITRO DI VIS PESARO-PADOVA

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