Vis Pesaro, senti l’ex Matteo Tomei: “Pesaro per me è come casa, sarebbe bello poter tornare”

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Vis Pesaro, il portiere Matteo Tomei
Matteo Tomei in maglia Vis nella stagione 18/19 (crediti: Vis Pesaro 1898)

I portieri indirizzano le stagioni. Quante volte abbiamo sentito questa frase in qualche bar nelle discussioni tra amici. Può sembrare una banalità, ma le statistiche non mentono. E vale anche per la Serie C, nello specifico per la Vis Pesaro. 

Memori della stagione passata, che ha visto transitare tra i pali del Benelli 4 (5 se consideriamo anche Bianchini sempre fuori lista) estremi difensori. Dalle caratteristiche diverse, come la carta d’identità. In principio fu Puggioni (’81), finito da subito fuori squadra, poi un alternarsi di ragazzi che hanno sempre convinto a metà. Bastianello (’98), Ndiaye (’00) e Bertinato (’98), tutti e tre giovanissimi, che avranno un futuro sicuro in questa categoria. Ma non erano quello che serviva ad una Vis Pesaro ferita, che è passata in poche settimane dal sogno di essere “la Vis più forte di sempre” a dover lottare con le unghie e i cosiddetti denti per una salvezza matematica alla penultima giornata.

Da quello che ci risulta per la prossima stagione, la scelta per il ruolo di N.1 sarà affidata ad un over di esperienza e caratura. Per non dover più tribolare come nel recente passato. Così abbiamo fatto noi un tuffo nei nostri recenti ricordi, tornando per un attimo ad agosto 2018 quando veniva presentato quello che avrebbe concluso la stagione in biancorosso come miglior portiere del girone b di Serie C. Matteo Tomei (’84), reduce da un’annata divisa tra Juve Stabia (miglior portiere girone di andata) e Ravenna (retrocessione ai play-out).

E sentite cosa ci ha detto: “Pesaro per me è un posto splendido, lo sento come casa, dove ho lasciato amici e ricordi. Se mi chiedete se mi piacerebbe tornare a giocare qua, la risposta è si“. Diretto, senza troppi giri di parole. Come una dichiarazione d’amore. Anche se lo stesso Tomei ci tiene a precisare: “Al momento non ho ricevuto nessuna chiamata da Pesaro, e non nego che mi piacerebbe arrivasse. Poi la società deve sentirsi assolutamente libera di fare le proprie valutazioni, anche con il mister“.

Tomei, dopo la stagione 18/19, è tornato a Pesaro soltanto una volta da avversario. Si giocava Vis Pesaro-Ravenna, meno di sei mesi fa. Un ritorno in un “Tonino Benelli” vuoto, senza pubblico: “Tornare al Benelli mi ha fatto un grande effetto. Peccato che non ci fossero i tanti tifosi e amici che ho lasciato e che avrei voluto riabbracciare. Se capiterà l’occasione sarei davvero felice“.

Adesso da Pordenone aspetta una chiamata, dopo un’annata divisa a metà: “I primi 6 mesi alla Juve Stabia sono andati alla grande. Ho sempre giocato concludendo il girone di andata con il premio di miglior portiere. Poi in inverno ho avuto un problema famigliare, che non mi permetteva più di tornare a casa ogni 4/5 mesi. Quindi mi sono dovuto riavvicinare alla mia famiglia, scegliendo di andare a Ravenna anche e soprattutto per la stima che nutro in mister Leonardo Colucci. La stagione è stata formativa, abbiamo raggiunto un play-out quasi insperato dopo tutta una serie di problemi tra Covid e infortuni. Sapete che a me non piace avere alibi, ma è stata dura. Però devo essere onesto, il Legnago si è meritato sul campo la salvezza a discapito nostro“.

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