Vis Pesaro, serve un cambio di rotta: a Verona tanto buio e poca luce

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Vis Pesaro - playoff
Alberto Rubbo in azione durante il match del "Gavagnin-Nocini" (Crediti: FOTO LIBORIO VERONA ®️)

Una sconfitta dolorosa. E tanto. Novanta minuti trascorsi sotto una cattiva stella. O meglio: sotto la nuvola temporalesca di fantozziana memoria. Sì, perché la Vis Pesaro vista a Verona assomiglia allo studente liceale che si approccia alla versione di latino, smarrisce la bussola e finisce per consegnare una brutta traduzione. Risultato? Insufficienza garantita. Fuor di metafora, a Verona i Pavan boys hanno espresso il peggior gioco stagionale. E in questo senso il risultato corrobora la tesi. Dei sedici giocatori scesi in campo si sono salvati solo Lazzari e Grandolfo: se il primo ha dato il via alle uniche sortite offensive vissine, il secondo (ex di giornata insieme a Rubbo) ha propiziato la rete della bandiera, oltre a rendersi protagonista di un colpo di testa sotto misura al 79′. Per il resto, tanti tasti dolenti. A partire da un atteggiamento molle e da prestazioni individuali decisamente sottotono. Golubovic e Di Nardo di più di un punto sotto il sei. Pedrelli in sofferenza, Malec a tratti avulso dalla manovra dei compagni, Rubbo colpevole in occasione del terzo gol. E così Voltan, scomparso progressivamente dai radar prima di venire sostituito.

Capitolo Pavan. Alla dirigenza biancorossa non è andata per niente giù la prestazione fornita al “Gavagnin-Nocini”. Per questo la squadra è scesa in campo stamattina alle 8:30. E giocoforza si è reso necessario un confronto interno alla società. Se la fiducia nei confronti del tecnico di Latisana per ora pare confermata, un eventuale risultato negativo col Piacenza potrebbe davvero portare il sodalizio di via Simoncelli ad adottare soluzioni drastiche. Il tutto in vista dei delicati match con Fano, Gubbio e Rimini. Tre derby da non perdere. Per classifica, morale e storia.

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