Vis, una sosta forzata per svuotare l’infermeria: serve la rosa al completo

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Vis, sosta rosa
Una fase di gioco di Vis Pesaro-Ravenna (foto Vis Pesaro 1898)

Non tutte le soste forzate vengono per nuocere completamente. Almeno se si ragiona in termini di calcio giocato. Un dato da cui partire: sono 11 le gare da disputare in 43 giorni. Che tradotto equivale a una finestra temporale di poco meno di un mese e mezzo. Ecco allora profilarsi un calendario più vicino a una regular season NBA che a un campionato italiano professionistico. Il 14 marzo si ritornerà in campo e la Vis lo farà a Gubbio, per una sfida che si preannuncia decisiva in termini di lotta salvezza (anticipata). A questa gli uomini di Galderisi (sarà il grande ex) si approcceranno con una rosa che se non è al completo poco ci manca. E questo è un aspetto di cruciale importanza. Perché tante partite in così poco tempo si mettono in cassaforte se la rosa è pronta a fronteggiare così tante sfide ravvicinate. In termini numerici, prima di tutto. Lazzari, Puggioni, Rubbo e Gianola sono già a disposizione: tutti e quattro già visti in campo nell’amichevole di sabato scorso con la Berretti. Proprio coi giovani di Augusto si replicherà domani (ore 15), per un ulteriore confronto utile a mettere altra benzina nelle gambe. Fisico e psiche ringraziano. Perché mantenere alta la soglia dell’attenzione per tre settimane senza gare ufficiali è impresa possibile se coesistono i due aspetti.

Sia chiaro: il girone B vive nella sua globalità la stessa situazione. Ma c’è chi se la passa peggio: Carpi, Feralpisalò, Padova, Piacenza, Sambenedettese e Arzignano hanno addirittura una gara in più da recuperare. Il che vuol dire 12 sfide calendarizzate. In casa Vis però aleggia un clima comunque propositivo. Figlio anche della mancata disputa a porte chiuse del derby. Che ai tifosi fa tirare un lungo sospiro di sollievo.

 

 

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