Parola d’ordine: compattarsi. Sì, perché il momento non è dei migliori e la squadra giocoforza ha bisogno di sostegno. A partire da chi, domenica dopo domenica, popola le tribune del “Tonino Benelli”. Con passione, abnegazione e un pizzico di follia. Perché la terza serie non è di certo la Serie A e la combinazione divano-coperta-patatine-televisione fa gola a tutti. Un po’ meno a noi, che affianchiamo la squadra in un percorso inevitabilmente duro. Fatto di fisiologiche cadute e momenti di difficoltà. Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da un campionato come questo, in cui è normalità l’alternanza tra squadre con tassi tecnici d’altra categoria e altre che giocano costantemente col coltello tra i denti. Ora però è il momento della sveglia. Perché il piglio evanescente dei Pavan boys palesato a Verona non regge il confronto con la presenza costante di un tifo pronto a sobbarcarsi chilometri. Sempre. A prescindere dalla categoria. L’occasione per ripartire è rappresentata da un Piacenza in forma invidiabile. L’avversario più scomodo tra quelli che popolano i piani nobili della graduatoria. Ecco allora la necessità di uno stadio vivo, pulsante, rabbioso, mai domo. Al netto del risultato che maturerà. Conterà invece l’atteggiamento messo in campo dai vissini: approcciarsi al meglio ai derby contro Fano, Gubbio e Rimini è a dir poco fondamentale. Per classifica, morale e storia.

 

L’ARBITRO DI VIS PESARO-PIACENZA

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